Gabriele Via presenta la sua performance poetica “La Voce e la Luce. Lo specchio silenzioso della natura”. Il 18 giugno

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di Redazione #Bologna twitter@gaiaitaliacomlo #Eventi

 

 

 

Lunedì 18 giugno alle ore 18.30 presso la Galleria B4 di Bologna, nell’ambito della mostra personale di Enzo Sbarra, “Back to Black”, curata da Marco Testa, Gabriele Via presenterà la sua performance poetica “La Voce e la Luce. Lo specchio silenzioso della natura”.

Gabriele Via, poeta, attore, filosofo e fotografo, insiste sul concetto di “Oracolo” per leggere e ascoltare l’opera di Enzo Sbarra.

Dall’atra superficie delle tele di Sbarra, oltre al fenomeno delle verdure che vediamo apparire, Via cercherà di aiutare il pubblico a trovare una propria immaginazione uditiva.

Non siamo davanti ad una forzatura poetica estetizzante, ma al recupero di visioni e tradizioni antichissime già al vaglio di un ragionamento scientifico da un secolo e mezzo (si veda Nanna, di Gustav Theodor Fechner, del 1848) per cui la vita è un mistero unitario e noi abitiamo l’anima del Mondo.

Gli strumenti di Gabriele Via saranno le sue parole, il corpo e il veicolo vibrante della sua voce nuda e vera.

Enzo Sbarra è il fotografo che ha immortalato Herman Nitch, massimo esponente dell’azionismo viennese, così come Marina Abramović e Gina Pane, elaborando negli anni le proprie immagini in forma quasi ossessiva creandone icone della memoria cittadina.

Ritrattista di managers, artisti, registi, architetti, scrittori in Italia, Stati Uniti, Francia e Brasile, è inoltre fotografo per l’agenzia Grazia Neri, nonchè fotografo pubblicitario. Da circa dieci anni partecipa a mostre come artista visivo.

In “Back to Black” l’artista ripercorre un suo precedente studio sulle nature morte seicentesche napoletane come quelle realizzate da Giacomo, Giovanni Battista e Giuseppe Recco. Da questo percorso Enzo Sbarra fa emergere il “vero” dall’oscurità in una forma intima e sussurrata. I quadri sono fotografie impresse nella memoria, opere classiche che svelano nella tecnica la loro contemporaneità: sono archetipi di un rapporto con la Natura che l’uomo ha perduto e residui di una condivisione smarrita, dove l’unica traccia animale è solo una pelle svuotata.

Le opere dell’artista invitano a riscoprire gli intensi profumi di una natura morta quotidiana, favorendo un nuovo recondito dialogo con la Natura.

 





 

(15 giugno 2018)

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