Una fiume di gente anche a Bologna, dopo le decine di migliaia di Roma del 5 aprile, nella seconda piazza per la pace e per l’Europa in due giorni. Con gli opportuni distinguo, certo. Perché in questo paese ognuno vede la Pace da una punto di vista differente: il suo. Dunque la pace che vedi tu non la vede lui, perché prima c’è il distinguo sul colpevole, su chi ha iniziato prima, su cosa potrebbe succedere dopo, sul se non fosse stato che, in una serie di atteggiamenti un po’ patetici ai quali la politica non è estranea.
Così suona ancora più urgente il video-appello di Romano Prodi, che riassume in poche parole: “Lo spirito di Ventotene è capire il futuro, c’è fretta” dopo che la manifestazione era stata aperta dall’Inno alla gioia, suonato dagli allievi del conservatorio.

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Leggi l'articolo →La piazza è stata voluta dai sindaci Matteo Lepore e Sara Funaro. C’è anche Alessandro Bergonzoni che invita a “restare sovraumani” al suono di una sirena anti-aerea. Poi Francesca Mannocchi (Dove sono su Gaza le condanne dell’Europa?) e quindi Gad Lerner (Osceno il silenzio del nostro governo su Netanyahu). Poi Michele Serra e una fiumana di gente.
Da domani continua la lotta, nel silenzio delle istituzioni centrali occupate tra i capricci di Salvini, il trump-opportunismo di Meloni che deve limitare i danni dei dazi, le grida di conte e la solita politica italiana, inconcludente e attenta prevalentemente al suo orticello. Insomma, siamo alle solite. Piazze tante, tutte bellissime. Conclusioni poche.

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(6 aprile 2025)
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