Chiude il Festival Divergenti, edizione 11. Vince “Caer” di Nicola Mai

di P.M.Minciotti, #Divergenti

Con la premiazione dei vincitori si è chiusa nella serata di sabato 4 dicembre presso il Cinema Lumière di Bologna, l’ undicesima edizione di Divergenti l’unico festival cinematografico in Italia, e uno dei pochi in tutto il mondo, interamente dedicato alla narrazione e rappresentazione dell’esperienza trans, svoltosi quest’anno in formula ibrida, in sala e online sulla piattaforma Docacasa.it, accessibile gratuitamente da tutta Italia.

Un bagno di folla ha atteso l’anteprima assoluta di Porpora di Roberto Cannavò, che ha preceduto la premiazione, registrando il sold out, alla presenza della protagonista del film, del regista e della produzione insieme a tanti ospiti tra cui la vicesindaca di Bologna Emily Clancy e la vicepresidente della regione Emilia-Romagna Elly Schlein.

A seguire la premiazione di tutti i film vincitori che ha visto la giuria composta da Viola Lo Moro scrittrice e direttrice di Tuba Libreria femminista di Roma, Giorgina Pi, autrice e regista, e Elena Tebano, giornalista del Corriere della Sera, assegnare i seguenti premi: Caer di Nicola Mai ha vinto come Miglior Film della undicesima edizione di Divergenti; Valentina di Cássio Pereira dos Santos ha ricevuto una menzione speciale mentre un’altra menzione speciale ex-aequo è andata a Lemebel di Joanna Reposi Garibaldi e Loredana’s Fight Against Transphobia di Giulia Ottaviano.

Tutti i film vincitori insieme al film Porpora andranno all’Angelo Mai di Roma, dal 9 all’11 dicembre, nell’appendice romana di Divergenti. I film vincitori, escluso Valentina, rimarranno anche disponibili su Docacasa.it, fino a domani lunedì 6 dicembre.

Di seguito tutti i film vincitori con le motivazioni.


Miglior Film
a:
Caer di Nicola Mai
Con la seguente motivazione: Vince l’edizione 2021 di Divergenti Internazionale di Cinema Trans questo film che è il risultato della collaborazione tra Nicola Mai e il Collettivo Interculturale Transgrediendo per il raffinato linguaggio cinematografico che mischia finzione e documentario con l’unica finalità di renderci partecipi di una storia potente. La storia di una comunità esemplare che attraverso la solidarietà si oppone con la forza dei corpi e delle relazioni alla violenza delle leggi migratorie e della repressione poliziesca contro la prostituzione. Caer vince per la capacità di riportarci dentro una storia diffusa, che ci ricorda lotte e coesioni umane del movimento trans attraverso il metodo di una delle più nobili tradizioni del documentario. Un film politico e poetico che ci fa da monito e richiamo a un presente anche italiano.

Caer vuol dire essere catturatə. È in un’ottica di rottura di muri e gabbie che questo film esiste e vince questa undicesima edizione di Divergenti.

Menzione speciale a:
Valentina di Cássio Pereira dos Santos
Con la seguente motivazione: Con una menzione speciale premiamo questo film, notando come ancora una volta la Cinematografia brasiliana sappia rendere l’adolescenza trans punto d’osservazione delle complessità e delle ingiustizie del mondo. Un cast straordinario ci porta dentro a una storia di delicate e potenti tensioni umane, cesellate da una regia, una sceneggiatura e una fotografia che fluidamente ci conducono dentro una realtà immersiva, emozionandoci di continuo.

Valentina mostra una realtà di provincia come luogo asfittico e violento, ma anche capace di solidarietà e alleanze, a partire dalla scuola, dalle insegnanti e i compagni di classe. Valentina ci racconta anche una relazione madre-figlia autentica e dolce, solidale e in ascolto: una possibilità esemplare di come rompere la catena di violenza derivata dalla non accettazione nucleare della propria originalità identitaria.

La transessualità diventa nuovamente metafora dell’adolescenza tutta e della nostra necessità urgente di diventare noi stessə.


Menzione speciale
ex-aequo a:
Lemebel di Joanna Reposi Garibaldi e Loredana’s Fight Against Transphobia di Giulia Ottaviano
Con la seguente motivazione: Con una menzione speciale premiamo ex aequo questi due film. “Loredana’s fight against transphobia” di Giulia Ottaviano e “Lemebel” di Joanna Reposi Garibaldi sono film molto diversi. Il film di Loredana ha il pregio di raccontare in modo divulgativo la storia e le lotte dei femminielli e delle trans napoletane, la condizione di oppressione legata all’assenza di opportunità di lavoro alternative a quello sessuale, la brutalità della strada, e l’assenza di un sostegno pubblico e di welfare per le persone trans; ma racconta anche la nascita di una comunità che guidata dalla sorellanza esiste, e che con la propria energia resiste e crea strategie di sopravvivenza e di felicità nel deserto. È nel deserto della dittatura Cilena, dei massacri delle donne e degli studenti, delle violenze contro le persone LGBT, che nasce e si esprime Lemebel, uno degli artisti a cui più dobbiamo la forza rivoluzionaria nella performance come atto politico e queer. La regista con sapienza mette insieme immagini di archivio dell’artista/scrittore/attivista con il presente del film, in cui dominano i ricordi e la malattia. Lemebel e Loredana sono esempi incarnati di come ci si può opporre alla brutalità della storia, generando mondi e immaginari nuovi.

 

(5 dicembre 2021)

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