È una discriminazione non tollerabile – dichiara Monica Ottaviani, segretaria generale della FLC CGIL dell’Emilia Romagna – che lo Stato adotti misure che escludono dalla distribuzione delle risorse economiche quelle regioni come l’Emilia-Romagna, che si sono opposte al riduzione delle autonomie scolastiche. Il diritto allo studio è sotto attacco, così come la scuola della Costituzione. Prova ne sono i continui assalti del Ministro e dell’amministrazione verso le scuole che disobbediscono, come avvenuto recentemente in varie scuole dell’Emilia Romagna – prosegue Ottaviani.
La regione Emilia-Romagna ha fatto la cosa giusta ricorrendo alla Consulta, che confidiamo corregga questa impostazione dove qualcuno impone e altri obbediscono. Scriveremo al Presidente della Repubblica – continua Ottaviani- perché sappia quanto sta avvenendo e garantisca il rispetto della Costituzione laddove viene leso il principio di uguaglianza, autonomia, dignità sociale come recita l’articolo 3, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali e si riconosca la possibilità alla scuola emiliano romagnola, di accedere ai benefici economici per attivare supplenze del personale ausiliario, tecnico, amministrativo come sta avvenendo per le altre regioni. Con questa esclusione si afferma che gli studenti e le studentesse dell’Emilia Romagna sono figli di un Dio minore. Ci ribelleremo – chiude Monica Ottaviani – a questo principio di sudditanza che colpisce la scuola pubblica statale e con essa la democrazia.
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