HomeBologna PoliticaIl tracotante "scappato di casa" e gli insulti a Liliana Segre

Il tracotante “scappato di casa” e gli insulti a Liliana Segre

di Giovanna Di Rosa, #Lopinione

Lo sconosciuto scappato di casa che dal palco di Bologna si è preso i suoi cinque miserabili minuti di gloria offendendo ingiustificatamente una donna di oltre 90 anni che, oltre ad essere Senatrice della Repubblica, è anche una delle tante vittime del nazifascismo che per certuni sembrano non esistere, miracolosamente sopravvissuta alla Shoah, si è denunciato per quello che è.

L’ometto che finalmente qualcuno poteva farsi vedere e sentire, forse non desiderava altro da una vita, in nome dei suoi cinque minuti di gloria, ha imbastito un incomprensibile attaccoLiliana Segre fatto di intollerabile rabbia, di sconcertante odio, di un antisemitismo così gratuito, da rendere le eventuali presunte buone ragioni che su quel palco potevano averlo spinto, sempre che le buone ragioni ci fossero ed è lecito dubitarne, evanescenti come il pensiero di questo poveraccio travolto dal potere, finalmente, gridare e sbraitare incongruenze sulla pubblica piazza con tutto il fiato che aveva in corpo.

L‘improvvisato tribuno, da un palco improvvisato, come improvvisata è l’esistenza di chi vive nell’ignoranza di sentirsi tutto senza sapere che non è null’altro che un ectoplasma di passaggio di cui non resterà fortunatamente traccia, mentre poco distante un altro scappato di casa tentava di convincermi che io, siccome vaccinata, sarei morta da lì a breve perché il mio sangue si stava solidificando e mi sarebbero esplose le arterie, capite a che punto sono arrivati questi poveracci? – ha gridato tutto e il contrario di tutto poi, travolto da se stesso, ha tirato dentro il calderone di cattiveria, invidia, inconsistenza miste a protervia, testosteronico ed adolescenziale impeto, e chissà quanto inconsapevoli espressione di odio antisemita e nazifascista dal quale è uscito, anche Liliana Segre. Ingiustificatamente. Senza motivo, senza una ragione, senza una giustificazione.

Dicono abbia poi tentato pateticamente di correggersi, il tracotante tribuno da sabato pomeriggio (ha un nome, un cognome e una faccia, ma non li citeremo né la pubblicheremo qui. Serve l’oblio, per certe spaventose ignoranze).

 

(17 ottobre 2021)

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