Per la Lega di Salvini l’Italia “ha altre priorità”: tra loro una Legge per salvaguardare “Romagna Mia” (con tutto il rispetto per Casadei)

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di G.G. #Maiconsalvini twitter@bolognanewsgaia #Maiconlalega

 

La Lega prende per il culo gli Italiani e crede, nella sua opera di distruzione dell’autorevolezza del parlamento, come se non bastassero i comportamenti di certi parlamentari, di giocherellare con le Istituzioni che vorrebbe, evidentemente, ridurre al nulla secondo il mito delle democrazie illiberali sovraniste, grazie anche alla presentazione di proposte di legge essenziali per il benessere dell’Italia.

Così, in piena pandemia, mentre morivano mille persone al giorno, i deputati Morrone, Bazzaro, Billi, Covolo, Fiorini, Iezzi, Lucchini, Potenti, Tonelli, Valbusa e Zoffili, stipendiati anche coi denari delle famiglie di quei morti, si affannavano nel proporre una legge per il “Riconoscimento della canzone “Romagna Mia” quale espressione fondamentale dei valori fondanti della nasciata e dello sviluppo della Repubblica”. “Repubblica”, che non è – per ragioni evidenti, sotto gli occhi di tutti – “Repubblica” fondata sul lavoro, ma su “Romagna Mia”. In piena pandemia, perché l’amore per gli Italiani è cosa seria.

Sembrano ignorare, buoni leghisti, che la canzone di Secondo Casadei (musicalmente assai pregevole, parlatene con qualsiasi compositore) è una delle poche canzoni tradotte in quasi tutte le lingue conosciute, addirittura in ebraico ed è diventata così, probabilmente anche al di là delle intenzioni del suo compositore, un ponte di amicizia tra tutti i popoli: che i leghisti si stiano convertendo alla Civiltà e al rispetto di tutte le culture, etnie, paesi e civiltà?

Purtroppo non è così, e tanto bene ne trarremmo se fosse il contrario. La Lega deve rimescolare le carte: con la proposta del 3 novembre voleva mettersi di traverso alla discussione sulla Legge Zan sulla quale lo stesso Salvini in televisione, non più di una decina di giorni fa, ne ha dette di tutti i colori – e tutte non vere.

Di “Romagna Mia”, di Romagna, Emilia, Toscana, Lombardia o qualunque altra regione, dell’Italia e dei suoi abitanti, alla Lega non frega un accidente. Tutto ciò che vogliono è buttare giù l’Italia così come la conosciamo, farne un’altra a loro orrenda immagine e somiglianza, o starsene in parlamento a giocherellare con proposte di legge che ritardino l’approvazione di altre leggi. Beato chi ci casca.

 

(10 dicembre 2020)

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