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“L’amante” di Harold Pinter, ovvero: come risollevare il ménage familiare? diretto da Lelio Lecis #Inscena a Teatri di Vita dal 2 al 4 novembre

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di Redazione #Spettacolo twitter@gaiaitaliacomlo #TeatridiVita

 

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Metti un marito che racconta alla moglie le sue scappatelle, e metti che anche la moglie racconta al marito le sue scappatelle. E metti che siamo non in una commedia piccante, ma nel dramma di uno dei grandi maestri del teatro del 900, Harold Pinter. Il risultato non è quello che ci si aspetta: chi è davvero “L’amante” del titolo? A trasportarci in questa graffiante esplorazione delle dinamiche di coppia è la compagnia Akròama, diretta da Lelio Lecis, che presenta lo spettacolo a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; info: www.teatridivita.it; 333.4666333) dal 2 al 4 novembre (venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17). In scena sono Lea Karen Gramsdorff e Simeone Latini. Dopo la replica di domenica, è previsto un incontro con la compagnia.

Lo spettacolo è inserito nella stagione di Teatri di Vita “Femminile tangenziale”, realizzata in convenzione con il Comune di Bologna, con il contributo della Regione Emilia Romagna, e con il sostegno di Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo.

Ogni mattina il marito va al lavoro chiedendo alla moglie se quel giorno, nella loro rispettabile casa borghese, lei vedrà il suo amante, mentre lui non esita a propria volta ad ammettere di incontrare regolarmente una prostituta. La sera, i due si raccontano i dettagli di queste loro relazioni. Ma non tutto è come sembra. Un testo considerato “minore” di Harold Pinter, che in realtà risulta deflagrante, soprattutto considerando da una parte le convenzioni teatrali del 1962 – anno in cui fu scritto – e dall’altra le convenzioni sociali fondate sulla sacralità della coppia. Un testo graffiante, beffardo, che gioca con le sfumature del linguaggio e al tempo stesso prende a picconate il perbenismo.

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Ma, al tempo stesso, il testo – e lo spettacolo diretto da Lelio Lecis – affronta questioni che vanno più in profondità nelle dinamiche delle relazioni. Quale dei due coniugi ha torto, quale ha ragione? Colui che vuole smettere o colui che vuole continuare? Esiste nell’intricato gioco dell’amore un sereno e pacifico finale al quale tendere per vivere insieme felici e contenti? Finché c’è tensione, c’è una storia ed è per questo che gli “amanti” vivranno per sempre. Il sesso è totalmente dedito al presente e ne distorce la percezione modificandola: riesce a contenere in sé due cose difficilissime da tenere insieme: la fedeltà e l’infedeltà. Si può essere infedelmente fedeli e fedelmente infedeli. Se a questo gioco sul filo del rasoio si gioca insieme non si rischia l’ipocrisia, ma si rischia un pericoloso amore. Solo all’apparenza questo degli “amanti” è un matrimonio ipocrita, in realtà è un matrimonio onesto, che sussurra: tu mi basti ma se giochiamo ad essere tanti altri.

 





 

(26 ottobre 2018)

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