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Una situazione che non può essere tollerata. Per la Regione Emilia-Romagna quanto sta succedendo a Castelnuovo Rangone, nel modenese, ai lavoratori delle due cooperative che operano in appalto per l’impresa Castelfrigo e ora rischiano il licenziamento, è inaccettabile.
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A parlare è l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi: “Quanto sta succedendo a Castelnuovo Rangone nel comparto delle carni non può assolutamente essere accettato per i gravissimi riflessi che la vicenda ha sul fronte dei diritti dei lavoratori, ma anche per le industrie del settore e per l’economia di questa area. Pertanto, come istituzioni continueremo ad agire su più piani: portando avanti il lavoro sulla legalità perché tutte le azioni illecite ed illegali devono essere perseguite, anche grazie al lavoro delle Forze dell’ordine e della magistratura; chiedendo al ministero dello Sviluppo economico di svolgere il ruolo di vigilanza che gli è assegnato in materia di cooperazione e come Regione, assieme a Provincia e Comune, stiamo già procedendo per la richiesta formale su questo caso specifico, ma non solo. Nello stesso tempo- prosegue Costi- il ministero del Lavoro deve farsi parte attiva con gli ispettorati del lavoro per verificare la fondatezza delle denunce e procedere con sollecitudine nel fare applicare le leggi in vigore”.
L’assessore sottolinea poi come sia fondamentale che il Parlamento approvi con urgenza il progetto di legge di iniziativa popolare, volto a prevenire le cooperative “spurie” e promosso dalle principali centrali cooperative. Infine, l’impegno della Regione per la convocazione del tavolo per la salvaguardia occupazionale. Informa un comunicato stampa della Regione Emilia Romagna.
(5 novembre 2017)
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