Nella giornata del 20 giugno, lavoratori licenziati del magazzino Kamila di Parma e attivisti solidali hanno realizzato un blitz all’Ipercoop Centro Lame di Bologna per denunciare i 90 licenziamenti che colpiscono i lavoratori del sito logistico e chiedere a Coop Alleanza 3.0 di assumersi le proprie responsabilità. In una delle giornate di maggiore affluenza della settimana, attivisti sindacali di ADL COBAS e altri manifestanti del movimento No Kings hanno fatto ingresso nel punto vendita con carrelli e bandiere, bloccando temporaneamente le attività di vendita.
Ai clienti sono stati distribuiti volantini che pubblicizzavano ironicamente un nuovo prodotto Coop: i “Licenziotti”, una provocazione che richiama la linea di prodotti a basso costo “Spesotti”. Un modo per denunciare una contraddizione evidente: Coop si vanta del controllo etico sulle filiere dei propri prodotti, ma a “casa sua” si disfa di decine di lavoratori e delle loro famiglie senza alcuna remora. L’iniziativa si inserisce nella giornata di mobilitazione nazionale promossa a sostegno della vertenza dei lavoratori Kamila. Dopo il trasferimento delle attività verso il polo automatizzato di Anzola dell’Emilia, 90 persone rischiano di perdere il posto di lavoro senza concrete garanzie di ricollocazione. Coop organizza la filiera, ne determina le scelte produttive e beneficia dei risultati economici deve assumersi anche la responsabilità delle conseguenze sociali delle proprie decisioni.
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La richiesta è la salvaguardia di 90 posti di lavoro.
Finché queste risposte non arriveranno, scrive la nota stampa dei Cobas inviata in redazione, la lotta dei lavoratori e la mobilitazione solidale continueranno. I 90 licenziamenti del magazzino Kamila non sono un fatto privato né una questione di appalti: riguardano il modello di società e di lavoro che vogliamo costruire.
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(20 giugno 2026)
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