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Il Museo “Luigi Tonini” di Rimini presenta: “I narratori della generazione di mezzo” di Renato Barilli. Il 22 giugno

di Gaiaitalia.com, #Rimini

 

 

 

Anche questo saggio nasce come il precedente, “La narrativa dei «capitani coraggiosi»”, che ha fatto seguito al capostipite della serie, “La narrativa europea in età contemporanea”, per il fatto che in quel primo studio non era potuto entrare un personaggio di grande statura quale Joseph Conrad. Infatti l’attivismo esasperato e l’essere per la morte degli eroi conradiani non trovavano posto nella sottile analisi del vissuto condotta da autori quali Joyce e Compagni. Però, a sua volta, in quella sequenza successiva non è entrato uno scrittore come Camus, il cui «straniero» sembra gettarsi pure lui a compiere un atto inconsulto, un omicidio immotivato, sostenendone poi stoicamente le conseguenze. Ma in questo caso non si tratta appunto di un eroe, bensì di un essere comune, mediocre, e così si dica per gli altri personaggi presentati dai narratori di questa famiglia. Sartre fa provare nausee e crisi di rigetto a un’esistenza media, quando si trova in presenza di oggetti banali. Il polacco Gombrowicz istruisce un’arguta caccia al tesoro andando a sorprendere certi sintomi di sapore freudiano che inquietano il comportamento di gente comune. Il nostro Moravia tratta i casi di personaggi della buona borghesia che però si dissociano dall’affarismo e dallo spirito di possesso dei loro simili. Infine lo statunitense Scott Fitzgerald, pure lui, mette in scena personaggi perplessi, esitanti, quasi degli «uomini senza qualità» alla maniera di Musil.

Anche in questo caso, come nei saggi precedenti, vengono esaminati autori quasi coetanei, nati nel corso del primo decennio del Novecento, solo con qualche anticipo, per il più anziano Scott Fitzgerald, o qualche scavalcamento in avanti, se si pensa a Camus.

Renato Barilli, nato a Bologna nel 1935, ha insegnato a lungo Fenomenologia degli stili al corso DAMS dell’Università di Bologna, di cui ora è professore emerito. I suoi interessi, muovendo dall’estetica, sono andati sia alla critica d’arte sia alla critica letteraria. Nell’ambito di quest’ultima si possono ricordare Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna, Milano, Bompiani, 2003, La narrativa europea in età moderna. Da Defoe a Tolstoj , ivi, 2010,  e i recenti La narrativa europea in età contemporanea, La narrativa dei capitani coraggiosi,  La narrativa della generazione di mezzo. Mursia, 2014, 2015 e 2016, oltre a studi monografici che hanno riguardato Pascoli, D’Annunzio, Svevo, Pirandello, Kafka, Robbe-Grillet. Tra i titoli di carattere filosofico, Bergson. Il filosofo del software, Milano, Raffaello Cortina, 2005. Il testo di base del suo insegnamento è stato, per un quarto di secolo, Scienza della cultura e fenomenologia degli stili, ora ripubblicato presso la BUP di Bologna. Volumi riassuntivi della sua attività di docente si possono considerare anche L’arte contemporanea, Milano, Feltrinelli, 2005, Storia dell’arte contemporanea in Italia, Torino, Bollati Boringhieri, 2007, Arte e cultura materiale in Occidente. Dall’arcaismo greco alle avanguardie storiche, sempre presso Bollati Boringhieri. Ha affidato le sue memorie a Autoritratto a stampa, Bologna, Lupetti, 2010. Scrive d’arte ogni domenica sull’”Unità”. Cfr. anche il blog www.renatobarilli.it.
 

(20 giugno 2017)





 

 

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