Si è svolto giovedì 9 luglio il secondo Tavolo di salvaguardia occupazionale convocato dalla Regione Emilia-Romagna sulla vertenza del magazzino Kamila di Parma, la cui chiusura, in concomitanza con la riapertura del polo logistico di Anzola dell’Emilia (BO) mette a rischio 90 posti di lavoro. Nel corso dell’incontro sono stati confermate offerte di ricollocazione a tempo indeterminato ma fuori provincia, tra cui Anzola, mentre quelle a Parma sarebbero poco realizzabili in quanto a tempo determinato. Si tratta di quadro ancora insufficiente rispetto alle esigenze di tutela dei 90 lavoratori coinvolti.
Il tavolo, anche grazie all’apporto istituzionale dell’Assessorato al Lavoro e di possibili strumenti amministrativi, sta lavorando per costruire soluzioni concrete e verrà riconvocato Mercoledì prossimo.
Come ADL COBAS, insieme ai delegati, abbiamo chiesto dunque di aumentare necessariamente le ricollocazioni stabili, eventualmente anche nel tempo, un supporto per chi sarà costretto a trasferirsi ed un impegno reale da parte di tutti i soggetti coinvolti in termini di risorse adeguate chi non riuscirà a ricollocarsi. A meno di trenta giorni dai licenziamenti, però, quello che non è più accettabile che si continui a giocare con la vita delle persone e delle loro famiglie.
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Infatti la decisione di Kamila di disertare per la seconda assenza consecutiva il Tavolo nonostante sia stata regolarmente convocata dalla Regione, per giunta comunicandolo pochi minuti prima, è grave e inaudita. Un comportamento irresponsabile da parte del committente diretto che, come ricordato dallo stesso presidente di Coop Alleanza 3.0 giorni fa, era a conoscenza della situazione da tempo e poco o nulla ha fatto per gestire positivamente la vertenza finora. Questo atteggiamento, anzi, rende di fatto impossibile un accordo, con tutte le conseguenze che ne conseguono. Chi ha tratto beneficio per anni dal lavoro di questi lavoratori non può oggi voltarsi dall’altra parte e questo vale tanto più per anche Kamila: al prossimo incontro del 15 luglio deve presentarsi con proposte concrete, aumentando le disponibilità di ricollocazione ad Anzola e mettendo a disposizione risorse adeguate per tutelare tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori coinvolti.
Ora è il momento che tutti facciano la propria parte oppure ci si dovrà assumere le conseguenze dei propri atteggiamenti.
Così il comunicato stampa di ADL Associazione Diritti Lavoratori, ricevuto in redazione.
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(11 luglio 2026)
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