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“La costanza della mia vita” di Pietro Giannini inaugura due settimane con la Generazione Scenario a Teatri di Vita

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Prendono il via con “La costanza della mia vita” due settimane a Teatri di Vita dedicate alla Generazione Scenario, ovvero i quattro spettacoli vincitori dell’ultima edizione del Premio Scenario, freschi di debutto. Sono giovani artisti che attraverso il teatro, la danza e la musica raccontano frammenti di vita, portando all’emozione, alla riflessione, alla risata. Si inizia con “La costanza della mia vita” di e con Pietro Giannini: una famiglia che si sfalda lentamente vista dagli occhi di un bambino, che racconta una storia elementare e fantasiosa, ma solo in apparenza. Una narrazione che cattura lo spettatore lasciandolo senza fiato. L’appuntamento è a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it) giovedì 15 e venerdì 16 febbraio alle ore 21.

Lo spettacolo “La costanza della mia vita”, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato, è all’interno della stagione teatrale “D’io, Teatro e Famiglia”, realizzata con il contributo del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura.

A seguire, Tilia Auser presenterà “Tre voci”, spettacolo-concerto dal radiodramma in versi di Sylvia Plath su tre donne di fronte alla gravidanza (17-18 febbraio); toccca poi a Valentina Dal Mas con lo spettacolo di danza “Luisa”, emozionante ritratto di una donna ai margini, vincitore del Premio Scenario Periferie (21-22 febbraio); per chiudere col vincitore del Premio Scenario Leonardo Tomasi in “anonimasequestri”, viaggio grottesco e surreale negli stereotipi della Sardegna (24-25 febbraio).

C’è una famiglia che si sfalda lentamente. Ci sono due genitori, entrambi cambiati. C’è una sorella che è partita. C’è la Signora del Pongo con i suoi omini cattura-segreti. E poi c’è un figlio, che è anche un fratello e che è un bambino, che racconta una storia in apparenza elementare. La costanza della mia vita (Segnalazione Speciale Premio Scenario 2023) è l’emozionante racconto di un costante processo di separazione famigliare, il tutto filtrato da occhi e orecchie ancora abituati alle favole. Il protagonista del monologo assiste inerme agli eventi che colpiscono lui e chi gli sta intorno, obbligandolo a entrare precocemente nel complesso mondo dei grandi. Il flusso di coscienza che si consuma sul palcoscenico è dunque un goffo tentativo di comprensione, una disperata e infantile negazione di ciò che è stato, nonché una protezione verso l’esterno e le sue brutture. Una narrazione che cattura lo spettatore lasciandolo senza fiato.

Pietro Giannini è nato nel 2000 a Genova, dove muove i primi passi nel mondo del teatro, seguendo laboratori teatrali e partecipando a diversi spettacoli, tra cui Noi, gli eroi (regia Valentino Villa), Spettacolino futile (regia Massimiliano Civica) e Roberto Zucco (supervisione Arturo Cirillo). Dopo la segnalazione al Premio Scenario 2023 di La costanza della mia vita, la sua opera prima, ha realizzato La traiettoria calante sulla tragedia del Ponte Morandi, andato in scena al Romaeuropa Festival.

Una sola identità femminile sulla scena si muove tra tre destini possibili di madre, accompagnata dal disegno sonoro dal vivo della chitarra elettrica, che dialoga con le voci in un concerto-spettacolo di grande forza viscerale. Sono i destini di tre donne, concepite da Sylvia Plath, che qui diventano Tre voci, “studio scenico per un radiodramma in versi di Sylvia Plath” (Segnalazione Speciale Premio Scenario 2023): ideazione, drammaturgia e composizione vocale Sara Bertolucci, che è anche in scena con Riccardo F. Scuccimarra, autore delle musiche; produzione Tilia Auser con il sostegno di Florian Metateatro. La prima voce è quella di una donna che ha un figlio: una storia apparentemente più felice, naturale e semplice, in cui si insinuano sottili paure. La seconda è quella di un’impiegata in attesa del figlio, che però perde traumaticamente durante la gravidanza: il ritorno a casa e il rifugio nel lavoro non rimarginano la ferita e il senso di impotenza. La terza, infine, è quella di una studentessa che rifiuta l’idea stessa di maternità, decide di portare a termine la gravidanza per poi abbandonarne il neonato.

Tilia Auser è un contenitore di pratiche performative in germinazione. Ne fanno parte Sara Bertolucci, diplomata alla Scuola di Teatro di Bologna, perfezionata all’Istituto di Ricerca di Arte Applicata Societas, e impegnata sulla ricerca vocale nella pratica teatrale; e Riccardo F. Scuccimarra, musicista, compositore e attore, anch’egli diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna.

Luisa (Premio Scenario Periferie 2023, produzione La Piccionaia) è uno spettacolo di danza che è il racconto di un incontro, anzi il ritratto di una persona speciale, anzi il viaggio intenso e intimo nell’umanità che ci accomuna. Luisanasce da un incontro di Valentina Dal Mas, coreografa e danzatrice, con una donna di nome Luisa, conosciuta presso la Primula di Valdagno, cooperativa sociale che opera al recupero globale di persone emarginate. Luisa cuce. Per non sfilacciarsi lontana dal mondo. Cuce le sue guance rosse ai suoi occhi timidi, birichini e intensi allo stesso tempo. Cuce per non perdere il filo, della sua vita. E lo spettacolo Luisa cuce con gli spettatori un dialogo profondo di emozione e commozione.

Valentina Dal Mas è danzatrice e attrice per la Compagnia Abbondanza/Bertoni dal 2014 e per La Piccionaia dal 2016. Nel 2017 vince il Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo Da dove guardi il mondo? Espande la sua professione all’ambito socio-educativo e ai contesti di cura: e proprio da una di queste occasioni nasce il progetto Luisa, che si aggiudica il Premio Scenario Periferie 2023.

Nella Sardegna degli stereotipi e delle cartoline, due giovani passano le giornate di provino in provino, per guadagnare qualche spicciolo fra cortometraggi in proto-sardo e fiction sui banditi. Ispirati da un contorto senso identitario, i due organizzano dei finti sequestri di persona, fra bottiglie di Ichnusa e foto di Valeria Marini. Ma cosa succede quando il ruolo di sequestratori diventa più grande di loro? anonimasequestri è uno spettacolo sul conflitto identitario di una generazione orfana di una lingua e di una cultura, ma succube degli stereotipi. anonimasequestri (Premio Scenario 2023, produzione Teatro Metastasio di Prato e Sardegna Teatro) è “un sequestro organizzato da Leonardo Tomasi”, che è anche in scena con Federico Giaime Nonnis e Daniele Podda; dramaturg e assistente alla regia Sonia Soro. Un irresistibile e divertente viaggio nella ‘sardità’, che è poi proiezione di tutte le marginalità e di tutti i luoghi inchiodati ai soliti cliché.

Leonardo Tomasi ha lavorato come attore per Sardegna Teatro con Guido de Monticelli, Alessandro Serra, Giorgina Pi, Marco Sanna, ed è autore di diversi progetti teatrali.

Teatri di Vita 
Centro di Produzione Teatrale  
via Emilia Ponente 485 – 40132 Bologna – Italia 
tel & fax (+39) 051 6199900  
http://www.teatridivita.it 

 

 

(11 febbraio 2024)

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