Pubblicità
9 C
Bologna
16 C
Roma
PubblicitàAcquista i giubbotti Canadians Classics sul sito ufficiale!

EMILIA-ROMAGNA

PubblicitàFlixbus
Pubblicità

BOLOGNA SPETTACOLI

Pubblicità
Pubblicità
HomeBologna PoliticaAntimeloniani a Forlì, il sommo Bignami si inquieta e scalpita. La Cassazione...

Antimeloniani a Forlì, il sommo Bignami si inquieta e scalpita. La Cassazione sul saluto romano dice: “Applicare la Legge Scelba”

GAIAITALIA.COM BOLOGNA anche su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram

Raccontano le cronache dei feroci comunisti della carta stampata, che almeno hanno il buongusto di non travestirsi da Stalin alle feste così evitano anche di finire sui giornali, che i facinorosi [sic] che hanno contestato a Forlì la presidente del Consiglio fossero a un’ottantina di metri di distanza, transennati e guardati a vista. Non c’è nulla da dire, la presidente del Consiglio è il capo del Governo in carica e le misure di sicurezza vanno prese.

Va data una notizia al sommo Bignami: la presidente del Consiglio non è ancora una divinità, né il capo di un’importanza congregazione religiosa – qualunque sia la considerazione che gli esponenti di FdI hanno del partito in cui militano – dunque non si spiega l’eccesso di adrenalina bignamiano rispetto alle manifestazioni di Forlì essendosi scaldato molto meno durante l’esibizione neofascista a suon di saluto romano di Acca Larentia. Siamo consci che ci sono pericoli e pericoli: dipende da che parte la guardi.

Ma è certo, come saggiamente pare abbia risposto Piantedosi alle proteste bignamiane, la libertà di manifestare è tale per tutti fin quando non metta in pericolo l’ordine pubblico.

Va data un’ulteriore notizia al sommo Bignami: la Corte Costituzionale, proprio oggi, ha deciso che per il saluto romano va contestata la legge Scelba sull’apologia del fascismo e in particolare l’articolo 5. Lo hanno deciso le sezioni unite della Cassazione che hanno disposto un processo di appello bis per otto militanti di estrema destra che avevano compiuto il saluto nel corso di una commemorazione a Milano nel 2016.

L’articolo 5 recita infatti: “Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa”. Poi c’è il 5 bis il quale afferma che è necessario procedere con un mandato di cattura per chi promuove, organizza o partecipa a riunioni di questo tipo.

Insomma, in attesa dell’olio di ricino, tocca armarsi di pazienza e sopportare l’insopportabile. Vale per tutti, da qualsiasi punto di vista la si guardi.

 

 

(18 gennaio 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 



LEGGI ANCHE