di Daniele Santi
Ho avuto momenti di autentico divertimento il 16 gennaio scorso quando, subito dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, ho ascoltato i conduttori dei grandi network nazionali, quelli rassicuranti che dicono una cosa, l’altra, fanno una domanda, si rispondono, ascoltano la risposta altrui e poi la traducono ad uso minus habens (noi), e ho quindi letto i maestri della penna italiana, commentatori dei grandi quotidiani in mano a pochissimi, commentare “la mafia è finita”.
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E’ con altrettanto infantile e sconsiderato divertimento che da stamattina ascolto i conduttori dei grandi network nazionali, quelli rassicuranti che dicono una cosa, l’altra, fanno una domanda, si rispondono, ascoltano la risposta altrui e poi la traducono ad uso minus habens (noi), e leggo i maestri della penna italiana, commentatori dei grandi quotidiani in mano a pochissimi, chiedersi e scrivere “chi sarà il prossimo capomafia”.
Non c’è molto altro da aggiungere.
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(17 gennaio 2023)
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