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Fedeconsumatori: le bollette non si bruciano, si cambiano

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di Redazione Emilia-Romagna

Federconsumatori Emilia Romagna non condivide i contenuti delle diverse campagne  che propongono di cessare collettivamente il pagamento delle bollette dell’energia.

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Non è in discussione la legittimità di iniziative che si propongono di segnalare l’insostenibilità, come ripetutamente denunciato  dalla nostra associazione, delle attuali e delle future bollette per una vasta fascia della popolazione e per tante imprese; ciò nonostante è per noi inquietante il riapparire sulla scena del movimento “Io apro”, corresponsabile assieme a forze neofasciste della devastazione della sede nazionale della CGIL.

Al di là di questi deprecabili soggetti, che sfruttano le tensioni sociali per obbiettivi oscuri, sono diverse le campagne in corso che lasciano intendere che cessare di pagare le bollette possa portare ad un cambiamento positivo.

Ad un problema reale ed enorme si risponde in modo più che sbagliato. Si rischia di causare danni agli utenti, a partire dai più deboli, che subirebbero inevitabilmente il distacco forzoso delle forniture, trovandosi coinvolti in  pesanti contenziosi dagli esiti lunghi, incerti e costosi. Superfluo dire che di quei costi, a partire dall’assistenza legale, non si farebbero carico i promotori di queste campagne.

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Federconsumatori e le altre associazioni dei consumatori sono in  campo su questi temi da oltre un anno; abbiamo misurato nel tempo la sottovalutazione diffusa rispetto a quanto stava accadendo, a partire dalla spaventosa crescita dell’inflazione.

Anziché strumentalizzare il legittimo malcontento, proponendo iniziative impossibili e dannose, si dovrebbe percorrere la strada di una decisa mobilitazione organizzata attorno a proposte importanti ma realistiche, orientata all’adozione di provvedimenti utili sia per l’emergenza che per il futuro. Tutti debbono fare la propria parte, Governo, Regione, Comuni e multiutility.

Le proposte in campo ci sono, a partire dal blocco dei distacchi, del prolungamento delle rateizzazioni, dal prolungamento del mercato tutelato. E poi l’adozione di misure in grado di liberare il mercato dell’energia dalle speculazioni e dalla volatilità dei mercati, una riforma complessiva degli oneri generali di sistema che gravano in bolletta, dell’utilizzo dei dividendi delle multiutility per azione a favore dei cittadini in difficoltà e altro ancora.

Di questo abbiamo bisogno, non di fiammate estemporanee, di false scorciatoie che mettono a rischio le persone e  lasciano tutto come prima. Anzi, peggio di prima.

(30 settembre 2022)

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