A Teatri di Vita, “evǝ”: il nuovo spettacolo di Andrea Adriatico dal testo di Jo Clifford. A Bologna, Teatri di Vita, 18-20 febbraio 2022

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di Redazione Bologna

Il piccolo boy-scout voleva fare la coccinella, ma nella Bibbia sta scritto che Dio creò Adamo ed Eva e che non si può fare confusione tra i sessi e le identità. Un testo graffiante, caustico, che alterna amarezza e divertimento e che porta in primo piano, senza mezzi termini, il peso della cultura maschile e sessista e la responsabilità della religione nella subalternità delle donne e nella volontà di rimozione delle persone transgender.

Andrea Adriatico e Teatri di Vita ritornano sul sessismo e sui temi LGBT con il testo dell’autrice transessuale inglese Jo Clifford “evǝ”, tradotto da Stefano Casi, reduce da una tournée in Italia e a Berlino. In scena una compagnia di tantǝ “evǝ” che moltiplicano l’originario monologo in un coro di identità e fluidità, da Eva Robin’s, icona del transgender, alla regista d’opera non-binary americana Rose Freeman, dall’attrice storica di Teatri di Vita Patrizia Bernardi all’attore palestinese Anas Arqawi, dal danzatore-performer Met Decay all’attore-produttore Saverio Peschechera.

L’appuntamento è a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; www.teatridivita.it), venerdì 18 febbraio alle ore 21, sabato 19 febbraio alle ore 20, e domenica 20 febbraio alle ore 17.

Anche “evǝ”, prodotto da Teatri di Vita, con il sostegno di Ministero della Cultura, Comune di Bologna e Regione Emilia Romagna, è nell’ambito della stagione “Fuori, casa” di Teatri di Vita, realizzata in convenzione con il Comune di Bologna e con il contributo della Regione Emilia Romagna.

evǝ di Jo Clifford (traduzione di Stefano Casi) riflessǝ in Andrea Adriatico.
Con Eva Robin’s, Patrizia Bernardi, Rose Freeman e Anas Arqawi, Met Decay, Saverio Peschechera; scene e costumi di Andrea Barberini e Giovanni Santecchia; cura di Alessandra Sulmicelli, Malgorzata Orkiszewska; tecnica Lorenzo Fedi.
Produzione Teatri di Vita con il sostegno di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura. In accordo con Arcadia & Ricono ltd, per gentile concessione di Alan Brodie representation limited.
“Salve uomini, salve donne. E chi di voi non è né signora né signore, e né uomo né donna. Ma come me. Forse qualcosa nel mezzo o forse qualcosa che ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altra o un qualcosa o un chi non è stato ancora pensato o immaginato…”
“Metterò Dio sul banco degli imputati e gli dirò: sto conducendo un’inchiesta giudiziaria che potrebbe portare a un procedimento penale, un’indagine sulla natura di Dio e la storia del libro della Genesi…”
Una storia che conoscono tutti. Forse. Quella di quando Dio creò Adamo ed Eva, prima il maschio e poi, come un ripiego, la femmina. Due generi ben distinti, con destini ben segnati. Perché in questa storia non è stato previsto chi sta nel mezzo, o ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altra. Andrea Adriatico torna a confrontarsi con i temi LGBT e con la fluidità di generi umani e teatrali, di storie e identità, con il racconto ‘oltraggioso’ del bambino William. Un bambino che non amava essere chiamato William e voleva giocare con le bambine, e che poi è cresciuto, anzi è cresciuta, e ora ha deciso di raccontare agli spettatori, alle spettatrici e a tutti coloro che stanno nel mezzo, o hanno un po’ degli uni e un po’ delle altre, la sua storia, anzi la sua Genesi. Una storia che conoscono tutti, anzi… una storia che non tuttǝ conoscono.

 

Teatri di Vita 
Centro Internazionale per le Arti della Scena  
via Emilia Ponente 485 – 40132 Bologna – Italia 
tel & fax (+39) 051 6199900  
http://www.teatridivita.it 

 

(12 febbraio 2022)

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