Sport. Stefano Bonaccini premia dirigenza e atleti del Saragozza, che hanno abbandonato il campo da gioco per dire no al razzismo

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di Redazione Bologna

Un fermo no al razzismo e un invito al rispetto, sempre e comunque, dell’avversario. Ancora un episodio in cui il calcio – quello delle categorie giovanili o dei dilettanti, lontano dai riflettori della massima serie – si dimostra davvero maestro di vita. Protagonisti sono i dirigenti e calciatori della A.C Saragozza, squadra bolognese di terza categoria, che oggi sono stati ricevuti in Regione dal presidente Stefano Bonaccini, che ha consegnato loro una targa come riconoscimento del comportamento della squadra rispetto a quanto accaduto.

I fatti sono noti. Gli insulti a sfondo razzista di cui sono stati oggetto due giocatori della squadra padrona di casa durante la partita Saragozza-Real Basca disputatasi nelle scorse settimane; la decisione del Saragozza di abbandonare il campo in segno di solidarietà, nonostante il rischio di ritrovarsi con una sconfitta a tavolino per 0 a 3; la scelta del giudice sportivo di trasmettere gli atti alla Procura federale per ulteriori accertamenti e di cui è atteso il pronunciamento. E la scelta del Real Basca, che ha preso le distanze dal proprio calciatore autore degli insulti.

A ricevere la targa della Regione il presidente del Saragozza, Lorenzo Castagnetti, insieme al presidente onorario Mauro Castagnetti, all’allenatore Lorenzo Monetti, al capitano Raul Ernesto Pelella, al responsabile del settore giovanile, Matteo Margiotta. All’iniziativa ha partecipato anche Daniele Ragone, amministratore delegato di Progetti del Cuore, sponsor della società.

Presente anche Giammaria Manghi, capo della Segreteria politica della Presidenza della Regione. L’episodio che ha coinvolto le due compagini bolognesi arriva a poca distanza dai casi di “fair play” sportivo che hanno riguardato due società nella categoria Under 15: la Virtus Castelfranco Emilia (Mo) e la Granamica di Minerbio (Bo), anche queste premiate dal presidente Bonaccini. La prima per la decisione di giocare in dieci, così come gli avversari impossibilitati a fare ulteriori cambi dopo l’infortunio di un giocatore; la seconda per la rinuncia al rigore assegnato a proprio favore e che era stato decretato per un chiaro errore dell’arbitro.

 

(23 dicembre 2021)

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