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Suonano “Bella Ciao” mentre Lady Meloni presenta il suo libro. La Polizia li identifica

di Giovanna Di Rosa, #Politica

Insomma la strada verso la democrazia illiberale è lastricata di Meloni e Salvini, o almeno, pare, anche se non necessariamente in quest’ordine. Mentre Lady Meloni presentava quello che per comodità chiameremo libro a Bologna, un bar vicino si è messo a suonare “Bella Ciao”. Pronta l’indignazione immediata del popolo fratellitaliota che ha immediatamente protestato con la titolare, perché per  Fdi la libertà è una cosa seria. Soprattutto quando è da limitare.

I fatti lo scorso 12 luglio a Bologna, sono raccontati dal sito Kuturjam.it, che riporta anche alcune dichiarazioni della barista, che riportiamo di seguito.

I fan meloniani avrebbero invitato il bar “a mettere altre canzoni e l’Inno di Mameli. Alla fine sono intervenuti agenti delle forze dell’ordine per far staccare la musica”. Poi “ci hanno staccato la musica, dicono per motivi di sicurezza. La polizia è arrivata dicendo staccate immediatamente. E dire che li mettiamo sempre”, sono le parole di Silvia Mattioli del chioschetto gastronomico “Bazza” che si esibito in tanto ardire.

Poi, continua il sito, la barista e gli altri lavoratori presenti nel locale sono stati tutti identificati dalle forze dell’ordine.

Succedeva anche con Salvini, ricorderete, poco più di un anno fa. Era il giugno 2020 e fece identificare un 15enne che lo contestava civilmente. Mal gliene incolse, era il figlio di Selvaggia Lucarelli. E ne nacque un polverone che al leader leghista non fece niente bene a conferma che i metodi muscolari della destra illiberale e filo-Ungheria fanno male solo alla destra muscolare e illiberale che cambia nome, si spacchetta in partiti e partitini che trionfano nei sondaggi (e una volta al governo non sanno fare niente), ma sempre illiberale rimane. E c’è ancora chi ci casca.

Per completezza d’informazione il libro presentato è quello nel quale Meloni racconta che “non sarebbe dovuta nascere” perché ne avevano quasi convinta la madre “che non avesse senso mettere al mondo un’altra bambina” e che “la mattina degli esami clinici che precedono l’interruzione di gravidanza” aveva deciso “non voglio abortire”.

Una storia di grande pregnanza emotiva, ma mendace. Meloni è nata nel 1977, l’aborto nel 1976 in Italia era reato e venne reso legale dall’approvazione della legge 194, che Meloni tanto attacca, soltanto il 22 maggio 1978. Alla faccia del raccontino di una passeggiata normale verso un normale ambulatorio per una normale [sic] prassi abortiva che  semplicemente non è credibile.

 

(17 luglio 2021)

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