di Daniele Santi #Lopinione
Se il TGR dell’Emilia Romagna definisce “provocazione” la canzone “Bella Ciao” c’è qualcosa che non quadra, ed è ormai evidente, nell’informazione gestita dalla RAI o, più esplicitamente, in coloro che scelgono le persone che andranno a gestire l’informazione regionale RAI, cioè quella testata unica che è ormai diventata la TV di Stato al servizio dei potenti di turno. Cioè sempre quelli.
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Se poi il Comitato di redazione del TGR dell’Emilia-Roma arriva a schierarsi contro il servizio con un comunicato stampa che trasuda indignazione ad ogni virgola, ecco che si capisce che certa informazione, certa gestione del potere, certo potere esercitato con l’istinto del dominio, certi dirigenti sempre più realisti del re, il modo in cui si confezionano le notizie, insomma sembra ci sia un capolinea prossimo venturo. Che Fico, Conte, Letta e Di Maio dicano poi, in altre sedi e per altri motivi, “via i partiti dalla RAI” fa parte del gusto per la comicità che gli Italiani, popolo che sempre si prende troppo sul serio, non sanno nemmeno di avere.
I fatti? Semplicissimi e riassumibili in poche righe: manifestazione di estremisti di destra a Bologna, finestra aperta e “Bella Ciao” ad altissimo volume. Il corteo passa e continua la sua manifestazione di estrema destra come se la Costituzione antifascista non esistesse. Il TGR Emilia-Romagna definisce “Bella Ciao” una “provocazione” e si sofferma sul fatto che la manifestazione di estremisti di destra è continuata senza incidenti.
Certo, mancava l’applauso.
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(3 maggio 2021)
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