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L’ex Fratello d’Italia condannato a vent’anni per ‘ndrangheta

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di G.G. #Bologna twitter@bolognanewsgaia #Politica

 

Diventa complicato difendere l’indifendibile, e diventa sempre più complicato riuscire a credere che ci sia una politica come quella, ad esempio, quella della Sorella d’Italia che ignora completamente da dove arrivano i Fratelli d’Italia che vengono pizzicati, arrestati e – in questo caso condannati – per affiliazioni a clan mafiosi di vario stampo, ‘ndranghetista o camorrista che siano.

Nei mesi scorsi un rappresentante del partito di Meloni d’Italia, fu arrestato per mafia – il quinto in otto mesi; poi fu il turno di un’altra roba ‘ndranghetista che vide indagato un deputato regionale leghista, e Salvini zitto. Ora è il momento dell’ex-presidente del consigli comunale di Piacenza – a guida leghista, Sindaca ex-Covid19 che non ha mai speso una parola sulle posizioni negazioniste del segretario del suo partito – condannato a vent’anni di reclusione per ‘ndrangheta. E’ Giuseppe Caruso, ex presidente del consiglio comunale di Piacenza di Fratelli d’Italia.

II giudice del processo in abbreviato (dunque con lo sconto di un terzo della pena) che stasera si è concluso in primo grado lo ha considerato uomo di vertice della cosca di ‘ndrangheta con base in Emilia Romagna e affari in Lombardia. Caruso, all’epoca dei fatti funzionario Dell’agenzia nazionale della dogana, oltre che un ruolo di vertice tra i calabresi, avrebbe avuto anche quello di facilitare la cosca, aiutandola ad accedere a fondi europei in ambito agricolo. 
Un boss alla stregua di Salvatore Grande Aracri, anche lui condannato a 20 anni, nipote del più noto Nicolino, considerato il capo indiscusso della cosca calabrese con interessi nel nord Italia. Oltre a Giuseppe Caruso, il giudice ha condannato anche il fratello Albino a 12 anni e 10 mesi di reclusione. Condannati anche diversi imprenditori locali che si erano piegati alle logiche mafiose pensando di fare affari con gli ‘ndranghetisti.

Lo scrive Repubblica.

 

Ai tempi dell’arresto Meloni d’Italia si dichiarò “sconvolta dall’inchiesta”, lei che è tutta una sensibilità come il suo eloquio pubblico sta a dimostrare, ma si guardò bene dall’organizzare manifestazioni contro la ‘ndrangheta o le infiltrazioni mafiose nella politica, perché troppo impegnata ad organizzare manifestazioni a Bibbiano, che poi sappiamo com’è andata.

 

(28 ottobre 2020)

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