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Salvini a Bologna inaugura la sede della Lega e fa la voce grossa: “Fontana indagato per un regalo”

nella foto (foto: Repubblica) il profondo senso di Salvini per la prevenzione da Covid-19

di Giovanna Di Rosa #Maiconsalvini twitter@bolognanewsgaia #Politica

 

Ma non si capisce se si riferisce alla donazione del cognato di Fontana alla regione Lombardia – regolare fattura emessa, poi stornata – oppure a un bonifico di 200mila euro in arrivo dalla Svizzera bloccato e quindi segnalato alla Banca d’Italia. Perché se si parla di “regali” col passato della Lega bisogna specificare. Sennò rischi che non ti capiscano.

“Riformeremo la Giustizia”, grida poi perché i suoi siano felici. E’ naturalmente senza mascherina (vedi video qui). Tanto perché nessuno si ricordi che quando era al governo tutto ha fatto tranne fare qualcosa che servisse al paese. Quindi i toni si alzano: “È una vergogna l’inchiesta su Attilio Fontana” indagato per frode in pubblica fornitura nell’ambito dell’inchiesta sui camici aperta dalla procura di Milano. E poi  l’affondo pro-governatore della Lombardia: “Ho totale fiducia in Attilio Fontana, il primo amministratore pubblico indagato per un regalo, sono stufo e chiedo rispetto per i nostri morti, per i nostri ospedali e per le nostre istituzioni”. E’ giusto chiedere rispetto per i morti, del resto non eravamo noi ad ingozzarci di ciliege mentre Zaia parlava di bambini morti per un batterio.

Il leader del Carroccio poi vira su un’altra inchiesta, quella della procura di Pavia, che indaga sull’accordo tra il Policlinico San Matteo e l’azienda Diasorin per i test sierologici anti-Covid e dice: “L’unico risultato di queste pseudo inchieste è far scappare le imprese”, dice ancora molte cose, dimenticando di dire come mai dalle chat sia uscito anche il suo nome. Insomma un vero uomo delle Istituzioni.

matteo Salvini, nella sua foga propagandistica sfuggono, o tace apposta, un paio di particolari: probabilmente, per lui che è anche dio, irrilevanti. Scrive il Corriere che Attilio Fontana:

tentò di bonificare alla Dama spa del cognato 250.000 euro: cioè gran parte del mancato profitto al quale il cognato l’indomani sarebbe andato incontro facendo il 20 maggio, in una mail alla centrale acquisti regionale Aria spa diretta dall’ex Gdf Filippo Bongiovanni, l’unilaterale bel gesto di tramutare in donazione alla Regione l’iniziale vendita dei 75.000 camici, e di rinunciare a farsi pagare dalla Regione i 49.353 camici e 7.000 set già consegnati. (…) la milanese Unione Fiduciaria, incaricata il 19 maggio da Fontana del bonifico, blocca il pagamento perché in base alla normativa antiriciclaggio non vede una causale o una prestazione coerenti con il bonifico, disposto da soggetto «sensibile» (come Fontana) per l’incarico politico. E così la fiduciaria in gran segreto fa una «Sos-Segnalazione di operazione sospetta» all’Unità di informazione finanziaria di Banca d’Italia, che la gira a Gdf e Procura. La Gdf va ad acquisire gli atti nella fiduciaria di via Amedei, e il 9 giugno ascolta come teste A. M., «responsabile della Funzione antiriciclaggio». Due giorni dopo, l’11 giugno, Fontana di colpo chiede alla fiduciaria di non fare più il bonifico che era così urgente. E il cognato? Invece di regalare ad Aria spa anche i 25.000 restanti camici degli iniziali 75.000 tramutati in donazione alla Regione, per rifarsi del mancato guadagno cerca invano (attraverso una agente a provvigione) di rivenderli alla casa di cura varesina «Le Terrazze», a 9 euro l’uno anziché 6. Ovvio che l’imprenditore Dini il 20 maggio ben potesse rinunciare al proprio diritto di vedersi pagare dalla Regione a 60 giorni le fatture emesse sui 49.353 camici e 7.000 set già consegnati. il resto potete leggerlo qui.

Ecco dunque Salvini che attacca per difendersi quando avremmo tanto bisogno di politici che dicessero che quando c’è un’indagine l’indagato deve mettersi da subito, e spontaneamente, a disposizione, chiarire ogni punto, eventualmente autosospendersi ed aspettare le decisioni della Giustizia. Invece no.

Salvini e questa orribile destra populista la giustizia la contesta, nel solco di berlusconi, la vuole “riformare”, la piega al suo sempre più stantìo ed inefficace messaggio populista e si scava la fossa. Sempre che prima non riesca nel suo intento di devastare l’Italia consegnandola alle democrazie illiberali dell’est Europa.

 

(25 luglio 2020 )

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 




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