A Cuore d’Italia il 17 giugno 2020 è il giorno di Nibirv nel concerto rap/trap introdotto da Eva Robin’s e del film “Le metamorfosi”. A Teatri di Vita

di Redazione #Bologna twitter@bolognanewsgaia #TeatridiVita

 

Al festival dedicato al “Cuore d’Italia” è il giorno della musica dalle sonorità che fondono il rap e la trap, con Nibirv, già giovanissima collaboratrice di Roberto Freak Antoni e partecipanti a XFactor, e che recentemente ha sfornato una hit come “Nuvole nere”. A presentarla sul palco sarà Eva Robin’s. In programma è anche Giuseppe Carrieri, che presenta il film “Le metamorfosi”, suggestiva narrazione poetica in una Napoli post-apocalittica e misteriosa. A introdurre la serata sarà il poeta Alberto Masala che leggerà le “Lettere dal fronte interno” per un “epistolario del 2020” sui nostri tempi. E negli spazi del parco è ancora visibile l’installazione di “arte tessile” di Gloria Campriani, dal titolo “Tirar le fila”. L’appuntamento è la sera a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; www.teatridivita.it; nuova app scaricabile dal sito), a partire dalle ore 20, con le distanze e le norme di sicurezza garantite dal filo di Arianna che delimiterà spazi e percorsi.

Il festival “Cuore d’Italia” rientra nel festival “Bologna Estate 2020” del Comune di Bologna, ed è sostenuto con il contributo della Regione Emilia Romagna e della Fondazione del Monte.

Nibirv in concerto; presenta Eva Robin’s.

Nome impronunciabile, se lo si legge scritto, ma la V è una U e allora il nome è lo stesso di un pianeta immaginario, Nibiru, descritto nei testi mesopotamici raccontato come il grande “punto di transizione”. Nibirv è una delle più sofisticate e talentuose urban women della musica italiana. Risponde al nome di Sofia Buconi, classe 1989, già nota per la sua partecipazione al talent XFactor e soprattutto per essere stata una giovanissima collaboratrice di Roberto Freak Antoni. Ha passato varie fasi nella sua carriera, attratta da molti aspetti del mondo musicale. Dal 2017 la sua nuova veste è quella con cui approda in Universal Music Italia e presenta pezzi come “Nuvole Nere” o “Venere”, prodotti da Parix Hilton dove il ritmo e le atmosfere hip hop  si fondono con una notevole preparazione tecnica e lasciano trasparire anime musicali più complesse. E’ interprete con Leslie, Ivonne e Hindaco di “Bimbe (Holla)” che sembra un manifesto di esistenza delle nuove urban women della canzone contemporanea. Il suo brano “Come Kurt Cobain” è la dimostrazione del tentativo di fondere i tratti tipici della trap contemporanea con sonorità e riferimenti più complessi e profondi: “davanti agli occhi dieci strati come gli assorbenti,  il denaro rende ciechi anche amici e parenti”.

Per il cinema verrà presentato Le metamorfosi (Italia 2019, 96’), regia Giuseppe Carrieri, che al termine dialogherà con il pubblico.

In una Napoli postapocalittica una bambina rom entra in una balena e sogna di essere un pescatore malato di cancro e un migrante nero che seppellisce la sua donna in mare. Se si riducesse questo film alla trama si perderebbe la straordinaria ispirazione poetica, profetica e visionaria che lo rende unico. Dall’idea classica delle Metamorfosi, accennate all’inizio in napoletano arcaico, si entra in un complesso e affascinante groviglio di immagini e atmosfere, che dal grande cetaceo spiaggiato in una metropoli terremotata si dipana nella realtà della Napoli contemporanea, attraverso storie e scorci inediti. Con una forte impronta documentaria alla ricerca dell’autenticità delle persone, dei paesaggi e dello sguardo incontriamo i due protagonisti delle vite “alternative” della ragazzina. Il film è una originalissima interpretazione di uno spirito partenopeo acquatico e favolistico, lontanissimo dagli stereotipi. “Le metamorfosi” è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e ha vinto il bando “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura” indetto dalla Siae.

Un Epistolario del 2020 è quello scritto da poeti e poetesse in occasione del festival. Sono vere e proprie lettere a diversi destinatari, lette dagli autori stessi, per raccontare questo Paese: “Lettere dal fronte interno”. Il poeta di questa sera è Alberto Masala. Alberto Masala, di lingua madre logudorese (sardo dell’interno). E’ poeta, scrittore, traduttore, performer, organizzatore. E’ stato direttore artistico del nowall di Bologna e tra i fondatori del LINK Project. La frequentazione dei percorsi d’avanguardia nella scrittura e nell’arte contemporanea lo ha portato a rapportarsi con artisti di diverse provenienze e discipline. E’ stato tradotto in Francia, Germania, Ungheria, Albania, Usa, Spagna. Ha partecipato a numerose rassegne in Italia e all’estero.

La rassegna delle artiste della “fiber art” prosegue con l’installazione creata da Gloria Campriani dal titolo “Tirar le fila”. Il suo processo creativo non prevede l’utilizzo di alcuno strumento tecnico eccetto l’uso delle mani al fine di realizzare trame, come mostra anche in molte sue performance che accompagnano le installazioni. Il suo particolare metodo Off loom, senza l’utilizzo di telai, prevede l’annodamento a mano. Il linguaggio simbolico legato al filo rimanda per lei all’idea di connessione, contaminazione e legame fra gli eventi, focalizzando il comportamento umano in termini di interazione tra stati mentali e situazioni sociali. Ha realizzato mostre personali e collettive in molti contesti, dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze all’Institut Culturel Italien de Marseille, dal Palazzo Ducale di Genova al MART di Rovereto, dal Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato al Palazzo Ca’ Zanardi di Venezia.

 

(16 luglio 2020)

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