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La geografia di Cesena vista dai quartieri. Sono 2.582 i nuovi elettori che si recheranno alle urne domenica 29 marzo

di Redazione #Cesena twitter@bolognanewsgaia #Politica

 

I Quartieri sono sempre più al centro della vita quotidiana della città di Cesena. Centri di aggregazione e partecipazione, veri e propri collettori di iniziative ed eventi, presentano una fotografia demografica variegata ricca di spunti soprattutto in relazione alla condizione di stato civile dei residenti. Stando all’elaborazione realizzata dall’Ufficio Statistica dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, è l’Oltresavio il quartiere più popoloso con 18.861 residenti (-19 rispetto al 2018 e -60 se paragonato al 2017). A seguire troviamo il Cervese Sud (13.414), il Centro Urbano (12.113) e Fiorenzuola (10.788), per poi scendere negli altri ben al di sotto dei 10 mila residenti (Borello con 2.800 e Dismano con 4.563). In merito alla composizione delle famiglie è importante rilevare che l’andamento presentato dai 12 Quartieri del Comune di Cesena rispecchia la tendenza nazionale: aumentano infatti le unioni civili che passano da 16 a 21. Nel corso del 2019 infatti si contano 2 unioni civili nel Centro Urbano, una al Fiorenzuola, 3 nel Cervese Sud, ben 7 all’Oltresavio e 2 rispettivamente nei quartieri Rubicone, Al Mare, Ravennate e Dismano. Allargando lo sguardo poi contiamo 39.305 celibi/nubili, 43.077 coniugati, 3.086 già coniugati (hanno un matrimonio alle spalle) e 7.295 vedovi.

Interessante inoltre l’elaborazione che analizza la popolazione da 0 a 18 anni. Sono 279 i maschi nati nel 2019 con 51 fiocchi azzurri all’Oltresavio,  42 Cervese Sud e 40 Centro Urbano (questi i tre quartieri ai primi posti per nascite maschili). Sono invece 291 i fiocchi rosa del 2019: anche in questo caso è l’Oltresavio a registrare il boom delle nascite. Diventano invece elettori per l’elezione dei Consigli di Quartiere che si terranno il prossimo 29 marzo 871 sedicenni, 875 diciassettenni e 836 neodiciottenni.

Le “circoscrizioni” furono introdotte nell’ordinamento italiano nel 1976, recependo le istanze di decentramento espresse dai “consigli di quartiere”, organismi spontanei sorti fin dagli anni ‘60. Tuttavia, ben prima della legge del ’76, Cesena – prima città italiana – si dotò dei Quartieri secondo un progetto messo in atto tra il 1968 e il 1970. Gli Amministratori erano stati ispirati dalle proposte del “Libro Bianco” per Bologna di Giuseppe Dossetti, il primo a parlare di Quartieri in Italia, un programma preparato una decina d’anni prima in occasione delle elezioni amministrative del ’56.

 

(20 febbraio 2020)

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