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A Teatri di Vita il Festival “Cuore di Tokio” #Inscena dal 28 giugno al 10 luglio ed il 15, 16, 27 e 28 settembre

di Redazione #Bologna twitter@bolognanewsgaia #TeatridiVita

 

La 13esima edizione del festival internazionale di reportage e del contemporaneo, creato da Teatri di Vita, approda al Giappone con “Cuore di Tokyo”. Il Giappone ha creato l’immaginario collettivo per molte generazioni occidentali, sia per il suo esotismo sia per il contagio del suo cinema d’animazione; da due mesi il Paese ha un nuovo imperatore ed è entrato nell’era dell’ordine e dell’armonia (Reiwa), e l’anno prossimo ospiterà le Olimpiadi. “Cuore di Tokyo” ci porta per 17 giorni nel cuore di questo Paese, attraverso arte, spettacolo, musica, cinema, incontri, laboratori e gastronomia. Una manifestazione che si svolge nell’ambito di “Bologna Estate”, con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano. Anche quest’anno il festival ha ottenuto il riconoscimento della Effe Label, marchio di qualità della European Festival Association.

Quest’anno il festival, che porta il sottotitolo “Sol Levante in via Emilia Ponente”, si fa in due: la prima parte di “Cuore di Tokyo” si terrà dal 28 giugno al 10 luglio; la seconda parte si terrà dal 25 al 28 settembre. L’intero festival si svolge in due diverse sedi (Teatri di Vita e Sala Studio).

La prima parte del festival prevede un abbonamento a soli 44 euro o un biglietto giornaliero a 15 euro, naturalmente per i soli eventi a pagamento. Info:  www.teatridivita.it/cuoreditokyo ; urp@teatridivita.it ; tel. 333.4666333.

Ad aprire il festival è la mostra-provocazione pluri-premiata di Ai Hasegawa “(Im)possible baby”, che sarà inaugurata venerdì 28 giugno alla Sala Studio (via del Pratello 90/a) alla presenza dell’artista, che dialogherà con Giulia Sudano, presidente dell’associazione Orlando. Arte contemporanea e ricerca biotecnologica si uniscono per immaginare il futuro prossimo quando la procreazione sarà possibile per le coppie lesbiche con il patrimonio genetico della coppia senza alcun apporto maschile. Una mostra che rimarrà aperta fino al 10 luglio e che farà riflettere sulle sfide bioetiche del nostro presente.

Dal 5 al 10 luglio si concentrano tutti gli eventi della prima parte nella sede di Teatri di Vita al Parco dei Pini (via Emilia Ponente 485), coinvolgendo tutti gli spazi interni ed esterni.

Molti gli appuntamenti con la danza contemporanea, con tre spettacoli dal Giappone creati da Kakuya Ohashi, Ryu Suzuki e Ikuyo Kuroda; un laboratorio-happening condotto da Yoshiko Chuma, da quarant’anni una delle icone della scena artistica contemporanea di New York, che ci regalerà una delle tappe del suo “Secret Journey” che l’ha portata ad oggi in 40 Paesi del mondo; e infine una selezione di videodanza giapponese, realizzata in collaborazione con lo ZED Festival.

Molti gli appuntamenti anche con il cinema, che offriranno la possibilità di assistere ad alcune perle della produzione più recente della ricca cinematografia giapponese, tra lungometraggi e cortometraggi (uno per tutti “Hikari / Radiance” di Naomi Kawase, premiato al Festival di Cannes). Non mancherà la musica con i concerti di due tra le più originali rappresentanti della musica elettronica nipponiche, Piana e Tujiko Noriko, che è stata definita la Björk giapponese, e con due dj-set in apertura e chiusura del festival dedicati alle atmosfere del Sol Levante.

Il programma è ricco di appuntamenti nell’arco del pomeriggio e della sera. Le “Schegge di Giappone” porteranno ogni giorno diversi ospiti a interrogarsi su diversi temi: la ricerca sui robot e l’intelligenza artificiale; l’emergenza terremoti che accomuna il Paese all’Italia; il rapporto fra tradizione e modernità… Le “Lettere dal fronte interno”, appuntamento tradizionale dei festival di Teatri di Vita, metterà in collegamento persone della società civile nipponica con italiane. Quest’anno le letture si allargano alle “Lezioni spirituali per giovani samurai”: testi di Yukio Mishima letti da testimoni eccellenti, che vanno dalla sindaca di San Lazzaro Isabella Conti al direttore del Mambo Lorenzo Balbi, da Eva Robin’s a Grazia Verasani. Le letture rientrano nel progetto di Andrea Adriatico su Mishima, che lo condurrà a realizzare nella seconda parte del festival in autunno lo spettacolo “Il mio amico Hitler”.

Al festival non mancano i laboratori. Ogni giorno un diverso laboratorio, condotto da maestri italiani e giapponesi, ci condurrà nei segreti delle antiche arti del Sol Levante, dall’ikebana all’origami, dal bonsai al washi (la tipica carta giapponese fatta con foglie macerate), dalla degustazione del tè a quella del sake. E per gli adolescenti è previsto un laboratorio teatrale a iscrizione gratuita, per il secondo anno nell’ambito del Community Lab del Quartiere Reno-Borgo Panigale.

Due giornate speciali arricchiscono il festival. Domenica 7 luglio è Tanabata Matsuri, una delle più iconiche feste tradizionali giapponesi, durante la quale vengono appesi foglietti con i desideri ai bambù e agli alberi. Per l’occasione, oltre ai foglietti, il festival inizia la mattina, moltiplicando le occasioni di incontro, che comprendono anche il pranzo. L’ultimo giorno del festival mercoledì 10 sarà la giornata di Capitan Harlock. L’eroe di manga e anime compie infatti 40 anni di apparizione televisiva in Italia. Per l’occasione il festival ospiterà una mostra di opere autografe del suo creatore Leiji Matsumoto, i primi episodi della serie non-stop e un film della saga, e altre iniziative per celebrare il pirata dello spazio che lotta per la libertà e la giustizia.

Il festival è reso possibile grazie al Comune di Bologna, alla Regione Emilia Romagna e al sostegno di Campani Group.

 

 

 

 

(16 giugno 2019)

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