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“Femminile Tangenziale” è la stagione autunnale di Teatri di Vita: 9 appuntamenti con il teatro e la danza da ottobre a dicembre

di Redazione #Bologna twitter@gaiaitaliacomlo #teatridivita

 

Il genere femminile è il filo rosso che accompagna la stagione autunnale in abbonamento di Teatri di Vita, che inizia il 26 ottobre con uno spettacolo di danza contemporanea internazionale inserito nell’ambito di Gender Bender Festival e si conclude con un altro spettacolo di danza elaborato all’interno del progetto di Residenze Interregionali. In mezzo, altri sette appuntamenti con il teatro, che intrecciano grandi autori come Pinter, Handke o Jarry, e autrici vibranti come Agota Kristóf, Mariangela Gualtieri e Licia Giaquinto. Un discorso sul femminile che si accompagna in particolare al discorso sull’esasperazione – erotica, violenta, estrema – delle relazioni.

Ma nel titolo di “Femminile Tangenziale” sta anche un altro riferimento: quello al grave incidente in tangenziale che ha ferito Bologna lo scorso 6 agosto, e che è avvenuto a pochissime centinaia di metri dal nostro teatro, a poche ore di chiusura del nostro festival estivo. Questa stagione sarà anche un’occasione per ripensare a questo frammento periferico di Bologna, accompagnando la stagione con iniziative di riflessione su centro e periferia.

La stagione comprende 9 spettacoli, per i quali è anche previsto un abbonamento complessivo a 49 euro. Appuntamento a Teatri di Vita, via Emilia Ponente 485, Bologna. Info: www.teatridivita.it, 333.4666333.

La stagione è realizzata in convenzione con il Comune di Bologna, con il contributo della Regione Emilia Romagna, e con il sostegno di Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo.

Si inizia con “Les rois de la piste” del coreografo francese Thomas Lebrun, in prima nazionale, nell’ambito del Gender Bender Festival (26-27 ottobre): una carrellata di “animali da discoteca” che hanno solcato le piste da ballo dagli anni Settanta a oggi, tra studio sociale, omaggio, satira e divertissement.

A seguire, un classico di Harold Pinter, “L’amante”, diretto da Lelio Lecis per Akròama (2-4 novembre): un gioco sul filo del rasoio da parte di una coppia, tra fedeltà e tradimento, che è anche una riflessione sulle convenzioni e le ipocrisie sociali.

Il 7 novembre andrà in scena la poesia con la serata “Bello Mondo”, un “rito sonoro” con cui Mariangela Gualtieri (Teatro Valdoca) continua il cammino dentro l’energia orale/aurale della poesia, nella certezza che essa sia un’antica, attuale via alla comprensione e compassione del mondo.

Alle suggestioni marine e alle tradizioni dello Stretto di Messina è dedicato “La nebbia della lupa” di Stalker Teatro (16-18 novembre): un attraversamento onirico e visionario di intuizioni ed emozioni che si basa su un teatro fisico scandito da oggetti, colori, coreografie.

Un altro classico è “Insulti al pubblico”, il testo giovanile di Peter Handke, che l’attrice e regista Chiara Caselli porta in scena per il Teatro delle Donne (21 novembre): un gioco intorno ad un argomento serissimo, un serrato confronto con il teatro e la sua essenza, qui rielaborato tutto al femminile, con un tono giocoso e spiazzante.

La tradizione delle streghe dell’Irpinia è rievocata da Elisabetta Aloia che per il Centro Diaghilev porta in scena “La ianara” (23-25 novembre) dall’omonimo romanzo di Licia Giaquinto: un viaggio nei misteri antichi di quei paesaggi impervi, che è anche la storia di una donna che fa i conti con la sua identità e il suo ruolo sociale.

Segue l’incontro con un’altra scrittrice, Agota Kristóf, di cui Fabrizio Arcuri porta in scena “La chiave dell’ascensore” (30 novembre-2 dicembre) per Florian e Accademia degli Artefatti, con Anna Paola Vellaccio: storia implacabile di sopraffazione e violenza, scandita dal dolore ma anche dalla speranza.

E’ Alfred Jarry l’autore dello spettacolo successivo, “Il supermaschio”, diretto da Tuccio Guicciardini per Giardino Chiuso (14-16 dicembre): storia patafisica in cui un uomo e una donna dall’apparenza mediocre decidono di superare il record degli amplessi continui.

La stagione si conclude con la residenza artistica di Carlo Massari e C&C Company, che proporrà al termine lo spettacolo “Beast Without Beauty” (21-23 dicembre): un irriverente, cinico studio sugli archetipi della miseria umana, sull’inespressività, sulla spregevole crudeltà nelle relazioni interpersonali.

 





 

(23 ottobre 2018)

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