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Carpi (Mo): obbligo di autocertificazione antifascista per svolgere attività culturali in pubblico

Il Sindaco di Carpi (Mo), Alberto Bellelli

di Redazione #Carpi twitter@gaiaitaliacomlo #Cultura

 

 

Durante la seduta del Consiglio comunale di Carpi del 26 luglio scorso è stata approvata una norma di rara intelligenza che non mancherà di suscitare polemiche e che va a rafforzare lo spirito antifascista, quotidianamente calpestato dal ministro dell’Interno, della Costituzione Italiana.

Il testo con il quale l’amministrazione guidata da Alberto Bellelli intende contrastare la deriva fascistoide del momento politico italiana ha a che fare con un’autocertificazione di antifascismo per tutti coloro che operano e fanno cultura in pubblico. Nel dettaglio la norma prevede che

  • la domanda di concessione di finanziamenti e benefici economici a soggetti pubblici e soggetti privati (oppure la domanda di concessione di una sala, o la domanda di un’autorizzazione o concessione, la dicitura varia a seconda del Regolamento, ndr.) riferibile ad attività con una connotazione politica deve necessariamente essere accompagnata da una dichiarazione con la quale il richiedente afferma:
    – di riconoscersi nei principi e nelle norme della Costituzione italiana;
    – di ripudiare il fascismo, il neofascismo, il nazismo, il neonazismo, il razzismo ed ogni forma di discriminazione in violazione dei principi di uguaglianza e di tutela della dignità umana sanciti dalla Costituzione;
    – di non professare, fare propaganda, compiere manifestazioni esteriori inneggianti alle ideologie fasciste, neofasciste, naziste, neonaziste, razziste o discriminatorie in contrasto con la Costituzione, la legge di attuazione della stessa, la normativa nazionale e lo Statuto della Città di Carpi;
    – di non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, propagandando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la Costituzione e i suoi valori democratici fondanti; La dichiarazione di cui sopra deve redatta secondo il modello allegato, quale parte integrante e sostanziale al presente atto. La mancata dichiarazione comporta la inammissibilità della domanda.
  • Nell’atto di autorizzazione o concessione dovrà essere fatto esplicito riferimento alla dichiarazione presentata. Il compimento di atti o dichiarazioni contrarie alla dichiarazione effettuate durante lo svolgimento della attività autorizzata ed accertati dai competenti soggetti, comporteranno l’immediata decadenza dell’autorizzazione e la immediata cessazione – se tecnicamente possibile – della attività ancora in essere.
  • La violazione determinerà inoltre l’impossibilità per il soggetto richiedente di ottenere una nuova autorizzazione per un periodo di sei anni. La palese falsità della dichiarazione resa in relazione al soggetto richiedente, comporterà la segnalazione all’Autorità giudiziaria per violazione degli articoli 495 e seguenti del Codice penale ed il diniego della richiesta autorizzazione.

I Regolamenti modificati dopo il Consiglio comunale riguardano l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e l’applicazione del relativo canone, quello per la qualificazione urbana e l’uso degli spazi pubblici dell’insediamento urbano storico, quello per la concessione di finanziamenti e benefici economici a soggetti pubblici e privati, quello per la concessione dello spazio web sul server comunale a partiti, liste civiche e movimenti politici e quello per la concessione dello spazio web sempre sul server comunale a enti pubblici, scuole, associazioni di volontariato, sportive, culturali e di categoria, circoli, ordini professionali e sindacati e infine il Regolamento dell’Archivio storico comunale per ciò che attiene alla Sala dei Cimieri.

Per il Sindaco Alberto Bellelli le integrazioni ai Regolamenti sono atti con una “funzione normativa, non legiferativa. Altre manifestazioni esulano da questi provvedimenti e la scelta compete ad altri enti, ma se interessano certi luoghi della città chiedo che li si rispetti, nel pieno rispetto della libertà di manifestare sancita dalla Costituzione. Sono soddisfatto del voto unanime con il quale queste delibere sono state approvate, segno di un rispetto dell’identità antifascista e della storia di questa città”.

Il Comune di Carpi adotta per primo la misura tra i comune della provincia di Modena.

 

 





 

(30 luglio 2018)

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