A Modena i giovani richiedenti asilo accompagnano i bambini a scuola (e non li mangiano)

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Modena. I giovani migranti “scortano” i bambini sotto l’occhio vigile dell’insegnante

di G.G. #Modena twitter@gaiaitaliacomlo #immigrazione

 

 

A Modena continua l’orribile mostra “Guardate come sono bravi gli immigrati che lavorano per noi” con la performance di Lanceny e Kemoke, “due ragazzi africani poco più che ventenni richiedenti protezione internazionale che al mattino, due volte alla settimana, accompagnano gli alunni che si recano a piedi alla scuola elementare Gramsci”, come recita il sempre troppo entusiasta comunicato stampa ricevuto in redazione. Non si hanno notizie di bambini che siano stati divorati. E’ pur vero che si tratta di africani e non di comunisti…

I due giovani, “provenienti rispettivamente da Mali e Senegal, ospitati in città nei Centri di accoglienza straordinaria gestiti dalle cooperative L’Angolo e Caleidos, hanno preso parte come volontari al progetto di mobilità sostenibile alternativa all’auto “Vado a scuola con gli amici” organizzato dalla scuola primaria Gramsci” e dalla mattinata di martedì 24 aprile hanno iniziato la loro nuova attività in veste di accompagnatori dei bambini “i quali non hanno perso l’occasione per porre tante domande ai nuovi arrivati che ogni martedì e venerdì, partendo dal parco XXII aprile, affiancheranno genitori e nonni nell’accompagnamento a scuola degli alunni sui percorsi casa scuola”.

Continua così il favoloso evento culturale [sic] che sancisce la bontà dell’immigrato agli occhi del razzista che non sa di essere razzista, e che addirittura permette allo straniero (zan!zan!) di prendere per mano i suoi bambini affinché essi vedano che si tratta di essere umano (e buono, in quanto lavora per loro). Continua altresì la triste storia di servi e padroni travestita da buonismo ed integrazione, della quale Modena è abile venditrice, con altri due richiedenti asilo che garantiranno la loro presenza nel punto di ritrovo situato al centro Torrenova.

Presto, grazie ai solerti addetti stampa comunali, riceveremo altri comunicati stampa impreziositi [sic] dallo stantìo aroma del buonismo del provincialotto e godremo, ancora e insieme!, di un nuovo capitolo della mostra itinerante “Guardate come sono bravi gli immigrati che lavorano per noi”, il cui sottotitolo è “…facendo ciò che noi diciamo loro di fare”. Pare che riscuota un discreto successo tra le signorotte che scoprono che in fondo l’immigrato è buono e non mangia i bambini (a meno che non sia – anche – comunista).

 




 

(27 aprile 2018)

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