Pubblicità

EMILIA-ROMAGNA

Pubblicità

POLITICA

HomeCultura Emilia RomagnaA Rimini mostra foto-documentaria racconta le donne internate in manicomio durante il...

A Rimini mostra foto-documentaria racconta le donne internate in manicomio durante il periodo fascista

SEGUI GAIAITALIA.COM SU

di Gaiaitalia.com #Rimini twitter@gaiaitaliacomlo #Fotografia

 

LEGGI ANCHE

“La cura dei portici, dal centro storico a San Luca”, incontro nella chiesa di Santa Sofia

Nel pomeriggio di lunedì 22 giugno alle 18, nella Chiesa di Santa Sofia in via Saragozza 237, si terrà...

 

Una mostra per dare voce e umanità a quelle donne – figlie, madri, mogli, spose, amanti – estromesse e marginalizzate dalla società fascista. Si intitola “I fiori del male” l’esposizione fotografica-documentaria promossa dall’associazione Rompi il silenzio Onlus che sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle 10 al Palazzo del Podestà e dedicata a un tema difficile e delicato come le donne ricoverate in manicomio durante il Ventennio.

Durante il periodo fascista si ampliarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza e i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione. Tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adattate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero del tutto ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”. L’intento dei curatori della mostra Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante è di raccontare le storie di queste donne a partire dai loro volti, dalle loro espressioni, dai loro sguardi in cui sembrano quasi annullarsi le smemoratezze e le rimozioni che le hanno relegate in una dimensione di silenzio e oblio.

LEGGI ANCHE

La Polizia di Stato di Bologna controlla 75 persone: arresti, denunce ed un’espulsione

La Polizia di Stato di Bologna, nella sola giornata di ieri, all’esito di un’intensa attività di controllo straordinario...

Alle immagini sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche. Il manicomio, in questo senso, è stato un osservatorio privilegiato dal quale partire per analizzare i modelli culturali che hanno storicamente contribuito a costruire la devianza femminile e che durante il Ventennio furono ideologicamente piegati alle esigenze del regime. Il lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto su questi materiali ha permesso così di recuperare una parte fondamentale della nostra memoria e di restituirla alla collettività.

La mostra – promossa da Rompi il silenzio in collaborazione con il Comune di Rimini e con il contributo di Vulcangas – è realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo. La mostra ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni e le attività culturali, oltre che della Regione Abruzzo.

La mostra sarà aperta al Palazzo del Podestà (1° piano) fino al 6 gennaio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Ingresso gratuito.

 




(14 dicembre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

 

Bologna
cielo coperto
25.1 ° C
25.1 °
25.1 °
72%
1.3m/s
93%
Mer
33 °
Gio
34 °
Ven
37 °
Sab
39 °
Dom
39 °

BOLOGNA