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Con una visita guidata seguita da una cena sabato 8 luglio e una dimostrazione di restauro domenica 9, proseguono nel weekend gli appuntamenti della rassegna “Sogni di mezza estate” proposta dai Musei Civici di Modena a Palazzo dei Musei in largo Sant’Agostino, con incontri, spettacoli e cene a tema.
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Sabato 8 luglio alle 20, con l’iniziativa “Echi campestri” arte e buon cibo porteranno i partecipanti a immergersi nelle atmosfere della vita e degli umori della gente contadina, raffigurata umile e grande nella fatica, nel riposo, nel gioco infantile e nel rapporto umano, così come la ritrae in modo fedele e partecipe il Graziosi nelle opere conservate nella Gipsoteca a pianoterra di Palazzo dei Musei.
La visita, condotta dallo storico Giorgio Pancaldi, offrirà uno spaccato sul mondo agreste di fine Ottocento ripercorrendo, anche attraverso le foto scattate dall’artista, le abitudini consumate negli interni delle case, delle stelle e nelle campagne assolate, fino a incontrare i personaggi che popolano i dipinti e le sculture di Graziosi. A seguire, nel chiostro del Lapidario Romano, viene imbandita una cena con menu della tradizione contadina emiliana. Informazioni, menu e prenotazioni (partecipare costa 25 euro) al 338 7514075. L’accesso all’incontro sarà da Viale Vittorio Veneto 5.
Protagonisti dell’iniziativa di domenica 9 luglio alle 18, intitolata “Aperto per restauro”, saranno invece i dipinti di Giuseppe Graziosi conservati nell’omonima Gipsoteca di Palazzo dei Musei. La restauratrice Cristina Verbini accompagnerà i visitatori in un percorso privilegiato per conoscere da vicino metodi e processi di un affascinante lavoro che si svolge tra arte e scienza. L’incontro darà la possibilità di comprendere il complesso apparato di saperi e di informazioni che ruota intorno alla stretta collaborazione tra storico dell’arte e restauratore. In questa ottica, elementi quali la ricostruzione delle vicende storiche e conservative delle opere, la documentazione sulle apparecchiature e sui metodi usati, diventano percorsi indispensabili anche per una prospettiva futura. I visitatori avranno così l’opportunità di capire l’importanza di un corretto restauro e di comprendere a fondo il metodo di lavoro di Giuseppe Graziosi.
(5 luglio 2017)
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