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Quella che lavorano alla “aradio” e che in diretta si augurano che cada l’aereo della Juventus… Che pena

foto: Corriere dello Sport

di Redazione, Bologna

 

 

 

 

Se non fosse stata una radio bolognese non ce ne saremmo forse nemmeno occupati, ma che bestialità come quella dello “Speriamo che cada l’aereo della Juventus” vengano dalla città che della “civiltà” ha fatto una delle sue bandiere un po’ di orrore lo fa. Non per la questione della civiltà, ma perché il buon uomo che l’ha pronunciata, rincarando poi la dose perché di se stessi non si è mai contenti abbastanza, ha ritenuto di fare una battuta di spirito e di cavalcare l’onda dell’indignazione anti-Juventus, pare sollecitatod a uno dei conduttori. Perché c’è sempre qualche onda d’indignazione da cavalcare e c’è sempre qualcuno pronto a fomentarla, quell’onda, in nome di un po’ squallida notorietà in più. Posto che l’emittente, che nemmeno ci sognamo di citare, ha prontamente sospeso la trasmissione sportiva (sportiva?) e che c’è da sperare che la società torinese intervenga con la cavalleria, ci chiediamo se sarà mai possibile tornare a distinguere tra il privato, che concede un sacco di bestialità, ed il pubblico, dove invece le bestialità non dovrebbero avere cittadinanza. E’ vero che viviamo in un mondo dove anche la spazzatura sta fuori dai cassonetti…

P.S. Chi scrive, a nome della redazione, non è tifoso juventino…

 

 

(30 maggio 2017)

 





 

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