E venne il giorno in cui il PD antiproibizionista partorì il topolino proibizionista provocando una certo nervosismo nell’elefante del Nazareno. De Maria, deputato PD non è proprio un novellino, appena nominato responsabile dell’organizzazione del correntone che non è un correntone noto come Energia Popolare che fa capo a Stefano Bonaccini, ha pensato a una proposta di legge di cui è primo firmatario che chiede un inasprimento delle pene per la detenzione di stupefacenti. Bonaccini si è dissociato.
La proposta interverrebbe, spiega Repubblica, sul “comma 5 dell’articolo 73 del “Testo unico sugli stupefacenti”. Il comma 5 è quello che riguarda i fatti “di lieve entità”, che tengono conto “della qualità e quantità delle sostanze”. La proposta chiede un inasprimento delle pene, che verrebbero portate “da due a sei anni”, anziché “da sei mesi a quattro anni” come previsto oggi. L’obiettivo è “dare la possibilità al giudice di valutare opportunamente l’applicazione della custodia cautelare in carcere, attualmente preclusa dall’entità della pena edittale”. Insomma, si sta dentro di più. Un inno alle libertà, diciamo.
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Esilarante il resto della storia: per De Maria “La proposta non è proibizionista” ed è stata presentata due volte “questa estate, come la scorsa legislatura” con l’obbiettivo di “contenere il fenomeno del piccolo spaccio” dopo un “impegno preso nel 2018 rispetto a un esperienza sul campo, dopo un confronto con le forze dell’ordine”. Il bello però deve ancora venire. Secondo Repubblica De Maria sostiene anche la depenalizzazione della cannabis, e spera che l’inasprimento delle pena “venga approvata insieme alla depenalizzazione”. Verrebbero da scrivere tante sottigliezze, ad averne voglia.
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(18 settembre 2023)
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