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A Teatri di Vita “resiDANZE di primavera. VII edizione” dal 1° al 14 maggio

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di Redazione Spettacoli

La settima edizione delle “resiDANZE di primavera”, nell’anno del trentennale di Teatri di Vita, riserva un ricco programma di 10 spettacoli ed eventi performativi (di cui uno composto a sua volta da 15 creazioni apposite site-specific) in teatro e all’aperto, fra danza, teatro, poetry slam e circo contemporaneo, dopo un’inaugurazione festosa il Primo Maggio con il “microfono aperto” per chiunque si voglia esibire e con il pranzo solidale delle Cucine Popolari. L’appuntamento è a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it) e all’aperto nel Parco dei Pini, dall’1 al 14 maggio.

Si inizia il Primo Maggio con l’ormai tradizionale giornata di festa a Teatri di Vita, a partire dalle 11 del mattino, fino a sera, a ingresso libero negli spazi del teatro e all’esterno. Una giornata “open mic”, all’insegna del Microfono Aperto per chiunque voglia leggere poesie, raccontare barzellette, lanciarsi nella stand-up comedy o nel poetry slam, suonare, cantare o recitare, in uno spirito di condivisione. A condurre la giornata saranno Alessio Genchi e Innocenzo Capriuoli, affiancati da Effe che animerà il dj-set per tutto il tempo. Inoltre, si potrà portare una piantina da piantare nel giardino di Teatri di Vita in cambio del caffè gratis. Ma il Primo Maggio sarà anche una giornata importante di solidarietà, con le Cucine Popolari. Si potrà infatti pranzare negli spazi all’aperto di Teatri di Vita con un menù preparato dalle Cucine Popolari, alle quali sarà devoluto l’intero incasso per sostenere le sue attività.

Inoltre sono previsti due spettacoli: Metamorfosi di forme mutate del Teatro del Lemming, spettacolo a posti limitatissimi (per soli 5 spettatori), che sarà replicato più volte a partire dalle ore 18: un’opera di teatro immersivo a partire dalle suggestioni delle Metamorfosi di Ovidio, per addentrarsi nel mito arcaico, tra immagini, suoni e odori; e Ridi, piangi, ti ecciti di Genchi e Capriuoli, che raccontano la vita dell’uomo contemporaneo in uno zapping tra passato e futuro, una filastrocca dove il teatro si fonde con la slam poetry.

Nei giorni successivi il teatro dà appuntamento ancora due volte con il super-classico Amleto di Shakespeare nella versione cupa proposta da Laura Angiulli e da Galleria Toledo (2-4 maggio), dove la storia del principe di Danimarca è raccontata mettendo in evidenza i legami familiari e i trabocchetti politici; e con La mite (5-6 maggio) che Teatri d’Imbarco ha tratto dal racconto di Dostoevskij con la regia di Nicola Zavagli per l’interpretazione di Beatrice Visibelli, per indagare nei rapporti tra uomo e donna, tra vittima e carnefice, in un racconto che attraversa purtroppo le epoche.

Cuore della rassegna sono le residenze artistiche di 6 compagnie e artisti, che hanno potuto lavorare a Teatri di Vita nell’ambito del programma Artisti nei territori della Regione Emilia-Romagna con il Ministero della Cultura, anche con l’affiancamento di due tutor esterni (Carmelo A. Zapparrata, critico e studioso di danza che già ha affiancato le residenze nelle scorse edizioni, e Agnese Doria, co-fondatrice di “Altre Velocità”) e che presentano gli studi elaborati, in parte ancora in fase di sviluppo e in parte già ormai prossimi alla versione definitiva.

Durante la prima settimana gli spettatori incontreranno due originalissimi percorsi performativi. Il primo è Terramadre di Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich (5-6 maggio), che esplora il rapporto dell’uomo con la natura, invitando il pubblico a un percorso condiviso nell’ambiente e infine restituendo con la parola il racconto di un’esperienza. Il secondo è Stiamo lavorando per voi (ci scusiamo per il disagio) di Claudio Larena (6 maggio), che si confronta con il tema dei cantieri nelle città odierne, attraverso una installazione performativa, che stimola la riflessione sul cantiere come spazio alieno, tanto abituale quanto fastidioso nell’esperienza di vita cittadina.

Nella seconda settimana il primo appuntamento con le residenze è con il nouveau cirque, con la presentazione di Llabyellov di Carlo Cerato (11-12 maggio), uno spettacolo di giocoleria, avvincente e ironico, con bastoni, anelli, palline, fazzoletti, ma anche piume, gelati, giocattoli, racchette in una continua, divertente e scoppiettante invenzione fantasiosa. Per il teatro, la compagnia Collettivo Est presenta Purgatori (13-14 maggio) si confronta con il Purgatorio di Dante, preso come modello del lockdown: un attraversamento moderno dei sette vizi capitali, fra teatro fisico e folgorazioni visive derivanti dai grandi illustratori della Divina Commedia, da Blake a Dalì a Glaser. Per la danza, è in programma Tecnologia Filosofica, che presenta Eco del mondo (13-14 maggio), omaggio alla figura di Arlecchino, a partire dal celebre quadro di Picasso, visto nella sua condizione di fragilità di fronte ai frantumi del mondo.

Le “resiDANZE di primavera” ospitano anche le 15 creazioni originali, e appositamente create in site-specific, dei 16 danzatori e performer internazionali del corso Anfibia organizzato da Leggere Strutture Art Factory, con la direzione artistica di Carlo Massari (8-9 maggio). Le performances sono frutto di ricerca e sperimentazione di progetti elaborati dai ragazzi durante l’anno, sotto la supervisione artistica di esperti nel settore. Ognuno di loro è autore, interprete e creatore dell’opera, coinvolgendo gli altri partecipanti del gruppo oppure proponendosi in forma di solo, all’interno e all’esterno di Teatri di Vita, costruendo un percorso che accompagnerà lo spettatore alla visione delle creazioni site-specific in armonia con gli spazi del teatro e in stretta relazione con il pubblico.

Ritorna per il secondo anno la novità originale della residenza dello spettatore. Ovvero, non solo gli artisti ma anche gli spettatori possono ‘creare’ in residenza il loro essere spettatori. E’ un progetto sperimentale e innovativo proposto nell’ambito di “Epifania delle residenze”, programma triennale condiviso dai titolari di residenza dell’Emilia Romagna, che si svilupperà in sette strutture coinvolgendo artisti, curatori e – appunto nel nostro caso – spettatori.

Il programma di Teatri di Vita – Centro di Produzione Teatrale è in convenzione con il Comune di Bologna e riceve i contributi della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura.

Per il festival esiste un abbonamento complessivo a 19,30 euro (i 30 centesimi corrispondono ai 30 anni che Teatri di Vita compie quest’anno), mentre il biglietto giornaliero è di 15 euro (riduzioni a 13 e 9). Per “Anfibia” il biglietto unico è di 6 euro.

 

(20 aprile 2023)

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