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A Teatri di Vita, l’11 e 12 maggio lo spettatore partecipante negli spettacoli di “resiDANZE di primavera”

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di Redazione Spettacoli

Due giorni all’insegna del coinvolgimento dello spettatore, che diventa parte attiva di spettacoli e performance nel Parco dei Pini, con eventi, esperimenti e residenze. Con “Chorea Vacui” di Teatringestazione la danza si smaterializza nei suoni e nelle voci trasmesse nelle cuffie a ciascuno spettatore che può creare il suo spettacolo; con “Boiler room – Generazione Y” dell’artista serba Ksenija Martinovic la piscina si trasforma in una discoteca techno in cui irrompono i suoni martellanti della dj palestinese Sama’ Abdulhadi; con “Tra me” di Gloria Campriani gli spettatori sono coinvolti per tirare fili di tessuto nel parco in una enorme ragnatela umana; con “Steli” di Stalker Teatro il pubblico è trascinato in un grande gioco-labirinto che ridisegna lo spazio; e con “Shakespeare Showdown” di Enchiridion uno spettatore per volta può partecipare alla storia di Romeo e Giulietta giocando in un videogame vintage anni ’80.

Il programma di mercoledì 11 e giovedì 12 inizia alle ore 18 a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it) e prosegue fino a sera. Giovedì 12 è anche prevista la trasmissione su maxischermo della semifinale dell’Eurovision. E intanto, nel foyer di Teatri di Vita continua la mostra di disegni “E’ il tempo di Marte, il più detestabile tra tutti gli dei!” di Filippo Partesotti.

Il programma di Teatri di Vita è realizzato in convenzione con il Comune di Bologna ed è sostenuto con il contributo della Regione Emilia Romagna.

Steli – progetto e regia Gabriele Boccaciniperformer Gigi Piana, Dario Prazzoli, Stefano Bosco, Erika Di Crescenzomusiche originali eseguite dal vivo Riccardo Ruggeridirezione tecnica Sancio Sangiorgiproduzione Stalker Teatro in collaborazione con Dip. Edu. Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino

Improvvisi, mille steli colorati nascono nel parco, trasformando lo spazio in un gioioso labirinto in cui addentrarsi… Sono gli “Steli” di Stalker Teatro, un intervento urbano interattivo, un gioco emozionante adatto a tutto il pubblico, un’installazione/performance dal forte impatto visivo e musicale. Partendo dall’idea di “abitare” i luoghi del quotidiano, i performer con la collaborazione degli spettatori creano un’originale costruzione scenica, un’architettura ambientale essenziale, colorata e partecipata.Gli spettatori si ritroveranno così catturati in una sorta di happening, evento unico e irripetibile che fonde gli elementi della creazione artistica e del gioco collettivo, del rito comunitario e della festa. Dopo una notevole tournée internazionale che ha toccato ogni angolo d’Europa arrivando fino in Cina, gli “Steli” della compagnia torinese approdano a Bologna per creare un’atmosfera unica con costruzioni multicolore frutto dell’unione di immaginazione e concezione dello spazio comune di pubblico e performer.

Stalker Teatro è attivo professionalmente dagli anni ’70 nel campo del teatro d’innovazione, sviluppando la propria ricerca nel rapporto tra teatro e arti visive. A Torino ha creato le Officine per lo Spettacolo e l’Arte Contemporanea “Caos”. Nell’agosto del 2009 la compagnia, che è già stata ospite due volte a Teatri di Vita, ha ricevuto il premio nazionale “Franco Enriquez”, nel 2014 il premio ANCT (Associazione Nazionale Critici Teatro) – “Teatri delle Diversità”, e ancora altri premi nazionali e internazionali.

Boiler room-Generazione Y – Creazione e ideazione Ksenija MartinovicCoreografia e drammaturgia della danza Matilde Ceron – Performer Matilde Ceron, Federica D’Angelo, Alessio Genchi, Matteo Prosperi, Ksenija Martinovic, Margherita VarrichioSound Design Andrea Peluso, Emanuele PertoldiVideo Sonia VeronelliMenzione Speciale della Giuria Premio Scenario 2021 – Realizzato in residenza a Teatri di Vita

Una giovane artista che si interroga su un fenomeno planetario come la Boiler Room, tempio della musica techno. Un’artista proveniente dalla Serbia che incontra la musica di una dj della Palestina mentre esplode la guerra in Ucraina. Un progetto che si sviluppa tra ricerca socio-antropologica su una generazione, ma è una performance site-specific, un incontro rituale di danza dove i video e la musica irrompono pulsanti, e dove il pubblico può partecipare liberamente all’evento. Quella di Ksenija Martinovic è un’avventura affascinante e ricca di stimoli e contrasti, una scommessa unica, che le è valsa la menzione speciale al Premio Scenario, e che a Teatri di Vita troverà un’accelerazione di studio e creazione in residenza artistica. La techno è l’espressione musicale in cui la generazione Y si identifica, crea comunanza, proprio perché di accomunante non ha nulla, definita dai sociologi come la pigra, narcisista e superficiale Me Me Me Generation, che vuole solo ballare senza pensare. Dove però, incredibilmente, irrompe una celebrità delle Boiler Room: la dj palestinese Sama Abdulhadi, ovvero “The Palestinian Techno Queen”, nella cui musica non può non trascinare con sé la questione mediorientale. Ma tutto questo come riuscirà a stare insieme…?

Ksenija Martinovic nasce in Serbia, a Belgrado. È danzatrice, attrice e coreografa. La sua ricerca si basa su un legame profondo tra la sua terra e l’Europa. Ha realizzato finora, con la produzione del CSS, “Diario di una Casalinga Serba”, con la regia di Fiona Sansone, Premio Giovani Realtà del Teatro, e “Mileva” con il dramaturg Federico Bellini e il danzatore Mattia Cason. Matilde Ceron ha studiato danza tra l’altro all’Università dell’Arizona e alla Palucca Hochschule für Tanz di Dresda, partecipando a numerosi lavori internazionali. Tra gli ultimi, nel 2017 performa alla mostra “Translocation – Transformation” dell’artista contemporaneo Ai Wei Wei a Vienna.

 

(10 maggio 2022)

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