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A Bologna, Teatri di Vita, 29-30 gennaio 2022, “Darwin inconsolabile” di Lucia Calamaro

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di Redazione Bologna

C’è l’anziana e istrionica madre che chiede attenzione e poi ci sono una figlia ostetrica, un figlio maestro elementare e un’altra figlia che vive in simbiosi con la madre. In un supermercato; anzi, in un mondo dove l’ambientalismo rimbalza nelle emozioni e nei sentimenti, sommersi dai ricatti e dalle verdure… E’ il nuovo emozionante spettacolo scritto e diretto da Lucia Calamaro, che torna a Teatri di Vita con “Darwin inconsolabile (Un pezzo per anime in pena)”, e interpretato da Riccardo Goretti, Gioia Salvatori, Simona Senzacqua, Maria Grazia Sughi. L’appuntamento è a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; www.teatridivita.it), sabato 29 gennaio alle ore 20, e domenica 30 gennaio alle ore 17.

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Anche “Darwin inconsolabile”, prodotto da Sardegna Teatro e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, con il sostegno di Spoleto Festival dei Due Mondi e Teatro di Roma, è nell’ambito della stagione “Fuori, casa” di Teatri di Vita, realizzata in convenzione con il Comune di Bologna e con il contributo della Regione Emilia Romagna.

Maria Grazia si finge moribonda per ricevere le attenzioni dei suoi tre figli, sempre troppo occupati, troppo distanti e assenti per curarsi di lei. “Darwin Inconsolabile (un pezzo per anime in pena)” è la loro storia. Maria Grazia, la madre è un’anziana artista performativa (forse un’ex “Fluxus”) che, come certi animali che praticano la “tanatosi” fingendosi morti per sfuggire agli aggressori, allestisce il suo ‘teatrino’ per attirare i figli troppo distratti. C’è una figlia ostetrica, schiacciata dalla preoccupazione per le nuove generazioni, ambientalista imbranata: Simona. Un figlio maestro elementare, buonissimo, che ha per le mani il futuro e si imbatte in un fumoso testo inedito de “L’Origine della specie”: Riccardo. Una figlia in simbiosi con la madre, performer, che indaga il prospettivismo amazzonico e le teorie dell’interspecie, sentendosi più vicina al mondo vegetale che all’animale: Gioia.

Lucia Calamaro torna a Teatri di Vita a tre anni di distanza da “La vita ferma”, struggente e sorprendente riflessione sulla morte, con una nuova tappa nell’esplorazione dell’animo umano di fronte alle relazioni, agli affetti, al dolore. Ma sempre esorcizzando le paure con il sorriso sulle labbra, sempre trasformando questi momenti in indimenticabili occasioni di poesia.

Una madre che simboleggia il pianeta? Forse. Dei figli che simboleggiano noi? Può essere. Ma nessuno, di certo, la bontà. Né la colpa. O il destino. Nessuno è vittima”.

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Lucia Calamaro è drammaturga, regista e attrice. Ha iniziato la propria ricerca teatrale in America Latina, in Uruguay, per proseguire gli studi a Parigi. Tra i suoi testi teatrali: “Guerra” (2004), “Cattivi maestri” (2005), “Tumore” (2006), “Autobiografia della vergogna” (2008), “Diario del tempo” (2014), “La vita ferma” (2016). Con il suo spettacolo “L’Origine del Mondo” ha vinto tre premi Ubu nel 2012. Nel 2019 ha vinto il Premio Hystrio alla drammaturgia. Dal 2021 è presidente di giuria del Premio Riccione per il Teatro.

 

(21 gennaio 2022)

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