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Quel “ragazzotto senza arte né parte” che con le Sardine riempiva le piazze contro Salvini

di Daniele Santi, #bologna

C’è stato un momento storico nelle quali Salvini sembrava essersi preso l’Emilia-Romagna prima di andare al voto: una convinzione diffusa che aveva messo in difficoltà più di una macchina elettorale. E nacquero le Sardine. Le Sardine sono quel “movimento ittico” fondato, insieme ad altri, e messo in movimento, da quel “ragazzotto senza arte né parte” che si è meritato la carica di Carlo Calenda, tal Mattia Santori candidato come indipendente nelle liste del PD alle comunali di Bologna.

Ci sono cose che ai non emiliano-romagnoli sfuggono, e io per fortuna fui di quella terra lì, ed è un aspetto fondamentale di ogni questione che riguardi questa regione: a noi, in questa terra, quelli che parlano troppo piacciono poco. Ci piacciono, soprattutto, quelli che dicono una cosa e poi la fanno. Possibilmente meglio di come l’hanno raccontata. Per questo la Regione funziona come funziona. Cioè, benissimo. O giù di lì. Pensare a Mattia Santori come a un simil-imbecille senza nessuna caratura è un patetico errore, politicamente insulso, che non tiene conto della realtà.

Le Sardine ricorderete, con o senza Mattia Santori, ma dietro una regia che a lui si ispirava quando non era direttamente nelle sue mani, riuscirono in pochissimo tempo a svuotare le piazze razziste, omofobe, misogine, xenofobe e neofasciste di Salvini e a spostare completamente l’ago della bilancia delle sorti politiche della regione verso Stefano Bonaccini che vinse come sappiamo. Se le cose sono andate come sono andate si deve anche agli accordi politici fatti dal “ragazzotto senza arte né parte“, dalle alleanze che è stato in grado insieme alle sue Sardine di costruire, e da ciò che è stato in grado di dire, scrivere, parlare, comunicare, politicare. Personalmente, fossi un politico, preferirei averlo come alleato.

A Bologna si replica quella coalizione-Bonaccini allargata che punta alla svolta a sinistra che può sostenere la liberal-democrazia del polo renzian-calendiano sulla scia delle potenti intuizioni del duo Schlein-Bonaccini che chiameremmo trio: e il terzo della lista riteniamo sia proprio Santori. Ci è simpatico? Antipatico? Lo conosciamo personalmente? No? E’ del tutto irrilevante rispetto a quanto scriviamo.

Le folle di Sardine nelle piazze dell’Emilia-Romagne e di tutta Italia – in Puglia, in Toscana, a Roma, ovunque ci fosse bisogno di togliere spazio all’odio tuttofobo – sono lì, sulle pagine web con le fotografie, le cronache, i video.

Se Mattia Santori vuole replicare, in una situazione politica più istituzionalizzata e meno movimentista quell’esperienza dove sta tutto lo scandalo? Ci si incazza perché si torna a parlare di spostare l’asse politica soltanto un po’ più a sinistra? Ve le siete dimenticate le folle che le Sardine (Santori era lì, mentre la politica politicata dava per scontata la consegna della regione a Salvini) spostarono da una città all’altra? Le quarantamila persone in piazza Maggiore a Bologna le avete già buttate a mare? Ecco: noi no.

 

(23 agosto 2021)

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