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Il manifesto politico di Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale per le amministrative a Bologna, con Luca Labanti candidato Sindaco

di G.G. #Politica

L’Italia ha smarrito i valori fondanti della nostra Costituzione. In particolare l’art. 3, che prevede l’uguaglianza tra i cittadini e ricorda che lo Stato si fa carico di eliminare gli ostacoli che impediscono l’effettiva realizzazione di questo principio, è stato letteralmente calpestato. L’evoluzione che si è avuta nella gestione della cosa pubblica e della politica più in generale ha totalmente ignorato il principio contenuto in quell’articolo: l’uguaglianza tra
i cittadini e i territori.

Dalla necessità di risollevare le sorti del nostro sud a quella di garantire le categorie e le popolazioni svantaggiate a tutte le latitudini, nasce il Progetto del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale. Né il luogo, né la condizione sociale in cui si nasce devono costituire criterio di condanna per i cittadini nello svolgimento della loro personalità. Lo stato deve tornare a fare lo stato e a gestire la cosa pubblica nell’interesse ultimo e precipuo dei suoi cittadini. Il faro dell’Equità guida l’azione politica del Movimento 24 Agosto ET ed è un principio che non dovrebbe essere nuovo, ma che, purtroppo, non è mai stato pienamente realizzato.

L’Equità parte dal riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini e si declina, ad esempio, nel diritto alla salute, all’istruzione, all’assistenza per gli anziani, alla fruizione di servizi per l’infanzia, ma anche nel sostegno dell’attività lavorativa delle donne e nel supporto alle famiglie, considerando che queste ultime sono da sempre una componente fondamentale
della nostra organizzazione sociale.

L’attività economica, pur così importante, deve adeguarsi ai nuovi paradigmi necessari per uno sviluppo rispettoso dell’ambiente. Ambiente e uomo sono interconnessi così come le economie si intersecano e supportano reciprocamente. Un paese che abbandona a se stesse intere zone del suo territorio, ha perso una parte importante del suo potenziale, così come un paese che non si occupa di tutti i suoi cittadini crea le condizioni per il sorgere e lo svilupparsi di problemi sociali. Ogni settore della vita sociale mostra carenze e sperequazioni tra centro e periferia, tra giovani e anziani, tra ricchi e poveri, tra uomini e donne e l’elenco potrebbe continuare.

Il futuro che ci aspetta non sarà più sostenibile senza un cambio di passo e il principio dell’equità può indicare la via migliore per affrontare le sfide a cui siamo tutti chiamati per ripensare una società in cui la dimensione umana riacquisti centralità e il rapporto tra uomo e ambiente torni ad essere virtuoso nell’interesse delle future generazioni.

L’eliminazione delle disuguaglianze consentirebbe a tutti i cittadini di potersi sentire parte di un paese che mostra di avere a cuore la loro sorte. Le contrapposizioni, territoriali e sociali, nascono dalla condizione di precarietà in cui vengono lasciate intere fasce della popolazione. Chi ha di più non si accorge che il suo di più scaturisce dal meno garantito ad altri e chi ha di meno si sente abbandonato e tende a non identificarsi più nella comunità a cui dovrebbe appartenere, ma che non sente più sua.

Il punto centrale dell’Equità, nella sua semplicità e verità universale, è la chiave di lettura del nostro futuro. Un paese equo è un paese di cui poter andare fieri, di cui sentirsi parte integrante e su cui fare affidamento quando le sfide sempre più grandi del mondo globalizzato ci fanno sentire sempre più piccoli.

Così un comunicato stampa di M24A-ET che si presenta alla corsa per la carica di Sindaco a Bologna con Luca Labanti.

 

(24 giugno 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 




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