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A Teatri di Vita la danza si fa in tre con Aline Nari, Sanpapiè e Manuela Carretta. Poi il Globo d’Oro “L’amore oltre il tempo”. Il 23 giugno

di Redazione, #Bologna

Mercoledì al festival “Cuore d’Aria” è una serata di corti: quelli di danza della compagnia Sanpapié e di Manuela Carretta e quelli di cinema di Image Hunters e Phoenix con 7 film prodotti dal 2016 al 2020, presentati in vari festival. Tra gli spazi interni ed esterni di Teatri di Vita vengono presentati due lavori elaborati direttamente negli spazi di Teatri di Vita nell’ambito del programma di Residenze Artistiche: “Amigdala” di Sanpapié, coreografia di Lara Guidetti, progetto vincitore del Bando Cura 2021, che sperimenta una danza di partecipazione; e “Ante la ley (Davanti alla legge)” di Manuela Carretta, che interpreta un racconto di Kafka attraverso il flamenco contemporaneo. Alle due performance si aggiunge uno spettacolo ospite, sempre di danza, dal titolo “Care selve. Florilegio” di Aline Nari, viaggio nella natura attraverso le arie barocche, con musica e canto dal vivo. In seconda serata, tocca al cinema con sette cortometraggi, che raccontano storie di mistero e di natura, di infanzia e amore (tra cui “L’amore oltre il tempo” di Emanuele Pellecchia, vincitore del Globo d’Oro 2020), senza dimenticare l’ironia (“Ratzinger vuole tornare”). Rimangono, inoltre, in esibizione permanente la mostra fotografica “Una Città fuori dal Comune” di Davide Conte e l’installazione interattiva “Gentilezza/Leggerezza” di Andrea Ferrato / Metabox Sensibilità Aumentata.

L’appuntamento è mercoledì 23 giugno (apertura ore 18) negli spazi interni ed esterni di Teatri di Vita (Parco dei Pini, via Emilia Ponente 485, Bologna). Il festival “Cuore d’Aria” è in programma nell’ambito di “Bologna Estate 2021”, con il supporto di Comune di Bologna e Regione Emilia Romagna, e con il contributo della Fondazione del Monte. Informazione e prevendita sulla app di Teatri di Vita, accessibile dal sito teatridivita.it; info: 3334666333 – urp@teatridivita.it.


CARE SELVE. FLORILEGIO – 
Ideazione, testi, regia e coregrafia Aline Nari, in collaborazione con Marco Mustaro; interpreti Aline Nari (danza), Marco Mustaro (canto), Alice Belardini (arpa); produzione ALDES.

La danza incontra la natura in compagnia della musica barocca: “Care selve, ombre beate, vengo in traccia del mio cor”, canta Meleagro musicato da Haendel. L’invito ad addentrarsi nelle “care selve” è sotto forma di un teatro-danza-concerto che unisce la prospettiva ambientale con la ricerca della forza spirituale della natura. Con leggerezza, sulle note dell’arpa in compagnia di Bach e Monteverdi, e di una sonorità che si esprime in dialogo con gli alberi, a ritrovare una nuova empatia con la natura. A proporre questo viaggio suggestivo è Aline Nari, danzatrice e coreografa che ha attraversato la composizione contemporanea ma anche il confronto con l’opera lirica, con Marco Mustaro, tenore con un’estensione che spazia dalla polifonia rinascimentale e barocca fino all’operistica e al Lied, e con Alice Belardini, prima arpista dell’Orchestra Arché di Pisa.


AMIGDALA – 
coreografia e regia Lara Guidetti; con Sofia Casprini, Fabrizio Calanna, Stefano Cortinovis, Matteo Sacco, Lara Viscuso, Gioele Cosentino; produzione Associazione Culturale Sanpapié e Festival MilanOltre; realizzato in residenza a Teatri di Vita nell’ambito del programma Artisti nei territori della Regione Emilia-Romagna.

Un progetto di “danza pubblica” e diffusa, in cui gli spettatori sono coinvolti in una condivisione individuale e collettiva, anche attraverso un sistema di cuffie silent-disco: è “Amigdala” di Sanpapié, vincitore del Bando Cura 2021 dedicato a progetti di residenza interregionali, e che sarà sviluppato scenicamente a Teatri di Vita e alla Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva diretta da Stalker Teatro. L’empatia tra performer e pubblico sono le chiavi di lettura di Amigdala, in completa armonia con lo spazio senza allestimento fisso né illuminotecnica. L’amigdala è responsabile dell’elaborazione delle emozioni all’interno del cervello e il progetto diretto da Lara Guidetti parte delle reazioni primordiali per indagare il tema del trauma, della crisi, della malattia.


ANTE LA LEY (Davanti alla legge) – 
danzatrice Manuela Carretta; drammaturgia Juan Gorostidi; realizzato in residenza a Teatri di Vita nell’ambito del programma Artisti nei territori della Regione Emilia-Romagna.

Un uomo di campagna chiede di entrare nel palazza della legge, ma è costretto dal guardiano a sostare davanti alla porta, in un’attesa che durerà tutta la vita. Lo spietato racconto di Franz Kafka “Davanti alla legge” è ispirazione per il progetto di Manuela Carretta, da 30 anni danzatrice e ricercatrice del flamenco. L’artista avvicina, infatti, il testo letterario alla danza flamenco, creando intersezioni e stimoli reciproci con l’opera del cantautore basco Mikel Laboa e con la voce di Francisco Contreras, ossia El Niño de Elche, considerato il cantante rivoluzionario del flamenco. Il tutto grazie all’incontro con l’intellettuale basco Juan Gorostidi Berrondo. Un progetto intrigante dedicato alla paura e alle incertezze dell’uomo davanti al diritto di vivere e di rivendicare la propria libertà.

SERATA ‘CORTA’ CON IMAGE HUNTERS E PHOENIX: PLATANI (Italia, 2019, 7’) di Riccardo Rabacchi – MANHUNT (Italia, 2016, 5’) di Brando Bartoleschi – ELIAS (Italia, 2018, 11’) di Brando Bartoleschi – COSE DELL’ALTRO MONDO (Italia, 2017, 7’) di Lorenzo Di Nola – RATZINGER VUOLE TORNARE (Italia, 2016, 9’) di Valerio Vestoso – LEGGENDE NAPOLETANE (Italia, 2019) di Emanuele Pellecchia – L’AMORE OLTRE IL TEMPO (Italia, 2020, 15’) di Emanuele Pellecchia

Una casa di produzione e distribuzione romana e una napoletana, che ci invitano a osservare città e persone in modo diverso, non senza leggerezza… in sette cortometraggi. Si inizia con le proposte di Image Hunters, con “Platani”, dove due alberi, uno giovane e uno adulto, conversano tra di loro toccando con stile ironico alcuni dei temi più scottanti dell’ambientalismo. Il programma assume tinte più drammatiche e misteriose con “Manhunt”, premiato al London Independent Film Festival, con il ritrovamento da parte di due cacciatori di un cadavere reso irriconoscibile da uno sparo in pieno volto, che innescherà sviluppi inimmaginabili. Dello stesso regista vediamo poi “Elias”, ovvero un bambino rom di 10 anni che vuole difendere un cucciolo di pastore tedesco torturato da altri bambini. Il corto ha vinto il Premio Speciale Piccolo Cinema America. Ancora bambini e mistero con “Cose dell’altro mondo”: tre ragazzini in bici scoprono una strana creatura agonizzante ai piedi di un albero: un alieno? Intervallo con “Ratzinger vuole tornare”: un corto spassoso e genialoide, in cui il papa emerito decide di tornare e per il suo rilancio mediatico assume un manager che proporrà invenzioni strampalate e irresistibili. Gli ultimi due corti della casa napoletana Phoenix ci presentano il lavoro di Emanuele Pellecchia, prima con un corto come “Leggende napoletane”, intimamente legato al ruolo di centro di valorizzazione e promozione della cultura partenopea. E poi con “L’amore oltre il tempo”, vincitore del Globo d’Oro 2020 come miglior cortometraggio italiano, un affascinante omaggio al cinema muto in bianco e nero per raccontare, appunto, un amore che sfida il tempo.

MOSTRA PERMANENTE: UNA CITTÀ FUORI DAL COMUNE, fotografie di Davide Conte
Davide Conte ha inaugurato un modo nuovo di essere al tempo stesso fotografo e amministratore, raccontando su Instagram la città di Bologna e l’impegno di amministratore pubblico (come assessore al bilancio del Comune di Bologna) fondendo immagini di grande suggestione e riflessioni sul senso più genuino della “res publica”, come fossero pagine visionarie di un diario intimo/pubblico, tra politica, spiritualità e giornalismo. Al festival sono in esposizione 20 fotografie.

INSTALLAZIONE PERMANENTE: GENTILEZZA/LEGGEREZZA, installazione di Andrea FerratoMETABOX Sensibilità Aumentata
Due parole che sembrano uscite da un’altra epoca e che sono più che mai necessarie nei nostri tempi: nell’installazione di Andrea Ferrato “Gentilezza” e “Leggerezza” sono due scatole di metallo, con le quali i visitatori sono invitati a interagire tramite un qr-code attraverso il quale possono inviare la loro idea di “gentilezza” e “leggerezza” che sarà poi pubblicata sul sito dell’artista. Il progetto è una produzione del collettivo multidisciplinare “METABOX sensibilità aumentata”.

 

(21 giugno 2021)

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