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O dell’intervista in cui Stefano Bonaccini non dice “io voterò sì” al taglio dei Parlamentari…

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di Daniele Santi #Bologna twitter@bolognanewsgaia #Politica

 

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… ma dice altro. E lo riscrive. Per chi legge solo i titoli, infatti, Stefano Bonaccini ha pensato bene di dover ripubblicare la sua intervista rilasciata al Corriere dove dice ciò che pensa della questione referendum e dell’eventuale “sì” o “no”. Ri-pubblicazione resa necessaria dalla semplificazione in “Stefano Bonaccini: voterò “sì” al referendum”. Ebbene, se date un’occhiata all’intervista, che trovate qui, scoprirete che il Governatore dell’Emilia Romagna non ha detto voterò sì, ma ha detto qualcos’altro.

Ad esempio ha detto

… in realtà la riduzione del numero dei parlamentari è nel programma del centrosinistra da quasi trent’anni e io non ho cambiato idea. Avrei preferito accompagnare a questa riforma quella del bicameralismo differenziato, cosi come reputo necessaria una legge elettorale conseguente. Ma resto favorevole ad avere un Parlamento meno pletorico e più linea con le altre democrazie europee. E, per inciso, più che inseguirli i populisti li ho battuti alle elezioni».

E questo non è un “sì”, ma è altro. Ed è tanto altro. Certo tocca attirare l’attenzione con dichiarazioni che siano semplici e giungano semplicemente agli orecchi di chi non sentirebbe in nessun altro modo. Come l’intervista a Bonaccini dimostra tocca sempre dire le cose a un certo volume, o si passa inosservati, anche se si è il Governatore dell’Emilia Romagna che ha preso a schiaffoni il tribuno leghista che da quel momento ha iniziato la sua discesa verso quell’anonimato che lo terrorizza. Va letta con attenzione l’intervista a Bonaccini perché non indica “un “sì” a un referendum”, ma una road-map per il Partito Democratico e ciò che tocca fare, o bisognerebbe fare, affinché quella necessaria riforma del numero dei parlamentari, che propose anche Matteo Renzi ai tempi del mio quanto fa schifo Renzi, non possa essere votata senza che ci sia una riforma costituzionale che ne permetta la piena applicabilità e la metta in linea con la profonda necessità di riforme che questo paese necessita e che sono bloccata da una sciagurata riforma del titolo V della Costituzione.

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E’ male fermarsi solo ai titoli, signora mia. Toccherebbe ricominciare a leggere senza l’obbiettivo primario di dare del cretino a chi scrive sul primo social disponibile, sarebbe un primo passo – necessariamente umile – verso la comprensione di un mondo molto complesso che abbiamo ridotto ad un titolo che non corrisponde mai a ciò che i politici, i giornalisti, gli scrittori, gli intellettuali, dicono sul serio. Leggetevela l’intervista a Bonaccini, il link è in alto. Dice delle cose molto più interessanti di un semplice “voterò sì”.

 

(7 agosto 2020)

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