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Puta caso che il partito che “odia il prossimo tuo che va bene così” faccia saltare la Legge contro l’Omofobia con una nuova maggioranza di Governo…

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di G.G. #Lopinione twitter@bolognanewsgaia #DirittiCivili

 

“Odia il prossimo che va bene così” è il mantra. Perché non c’è traccia d’amore in loro e nella loro dissennata rincorsa al potere costi quel che costi, a qualsiasi costo e non importa il prezzo da pagare. Eccoci così alla nuova serie di attacchi insensati, a base di menzogne, contro la legge sull’omofobia, la bifobia e la transfobia e contro la violenza di genere, che le donne di destra addirittura osteggiano, perché non c’è nemica peggiore delle donne di un’altra donna. Ed eccoci di nuovo alla riesumazione di una salma che viene dal passato attraverso rivelazioni [sic] sulle dichiarazioni di un uomo passato a miglior vita a favore di uno che ha vissuto la miglior vita passata. Non facendosi mancare ninte. Ma proprio niente.

Le fanfaronate magari sono anche tutt’altro che fanfaronate, ma per noi quelle restano fino a prova contraria, sono scoop su dichiarazioni rilasciate da morti in punto di morte, preda di tardivissimi pentimenti, che sconvolgono il clima politico nello stile che conosciamo dal 1992, che è quello dell’odia il prossimo tuo e che non è cambiato mai, non mancando certo la fantasia all’orribile accozzaglia sdoganata da Berlusconi che ha resuscitato i fascisti in nome del suo potere personale, dando loro una nuova patente di dignità [sic]. In Umbria, a Todi, le tre grazie Meloni-Salvini-Berlusconi governano con Casapound.

Dopo quella notizia, che riteniamo francamente incredibile, miracolosamente è nuovamente uscita – con la violenza di sempre – la richiesta continua: “Elezioni!, Elezioni! Elezioni!”, con un Berlusconi ringalluzzito che si spertica in dichiarazioni biascicate al telefono mentre le reti Mediaset mostrano le foto di quarant’anni fa.

E via annunci di raccolte di firme, di incontri tra il piacione Zingaretti e i forzitalioti che stanno lì da 30 anni e c’hanno sempre le stesse facce, dicono le stesse cose, con gli stessi toni e c’hanno a disposizione corazzate di quotidiani, network radiofonici, televisivi e giornalisti compiacenti che si genuflettono con gioiosi sorrisi (grazie che c’ho lo stipendio anche ‘sto mese) mentre nessuno si accorge che l’Italia non è più la stessa.

Siccome fin lì non c’arrivano, cominciano a mettere tappi. E la sensazione è che il primo tappo, o la prima vittima da sacrificare, sia la Legge contro l’Omo-Bi-Transfobia e la Violenza di Genere appena depositata in Commissione e che ha cominciato a fare tremare le gambe agli intolleranti cattofascisti non solo oltre Tevere. Sembra di essere ritornati al primo Governo Prodi quando sulle Unioni Civili il romanone nazionale ebbe la faccia tosta di dire che “non si poteva zapaterizzare il paese”.

Sarebbe bene tenere gli occhi apertissimi.

 

(2 luglio 2020)

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