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Riaprono i teatri di Emilia Romagna Teatro Fondazione

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foto: Riccardo Frati

di Redazione #ERT twitter@bolognanewsgaia #Cultura

 

In linea con quanto previsto dal Dpcm del 17 maggio 2020, Emilia Romagna Teatro Fondazione riapre le proprie sale dopo il lungo periodo di sospensione dell’attività dovuto all’emergenza sanitaria da Covid-19. Durante i mesi scorsi la Fondazione ha continuato a tenere vivo il rapporto con il proprio pubblico attraverso le numerose iniziative realizzate online per ERTonAIR, progetto nato proprio nei giorni di isolamento dall’esigenza di arricchire la proposta culturale delle città che essa abita, ma oggi, finalmente, ERT si accinge a rifarsi casa dei propri spettatori.

 

Un impegno coerente con la peculiare interpretazione del ruolo di Teatro Nazionale che Emilia Romagna Teatro Fondazione da sempre si dà, affermando la sua funzione pubblica e la sua centralità nella vita sociale delle comunità in cui opera, come strumento vivo di relazione. Attraverso il teatro, arte del confronto, l’identità collettiva si rafforza ed è possibile leggere e interpretare il presente nella complessità delle sfide che, ora più che mai, l’oggi ci pone davanti.

Nel segno di Bertolt Brechtafferma il direttore Claudio Longhie di quindici tra le voci più significative dell’universo teatrale e poetico nazionale e internazionale, la macchina organizzativa di ERT Fondazione – grazie al diuturno impegno della sua grande famiglia, dal personale tecnico-amministrativo a quello artistico – riapre le porte delle sue case – virtuali e, soprattutto, reali – nei giorni 15 e 16 giugno. Dopo la parentesi di questi mesi, grazie a una pluralità di iniziative che ci parla del teatro come spazio vitale e necessario nella vita pubblica della nostra società, prende corpo un primo passo, simbolico e al contempo altamente concreto (a voler ricordare che il teatro, in quanto struttura complessa, è lavoro), per ritrovarsi insieme – responsabilmente e con le dovute cautele – e per continuare a costruire un senso di appartenenza. Il teatro quale relazione e sguardo sul mondo, e dunque strumento privilegiato per fare comunità».

Due sono le giornate in cui ERT Fondazione celebra la ripartenza: lunedì 15 giugno, alle ore 21.00, in diretta su Rai Radio3, Lino Guanciale interpreta i Dialoghi di profughi di Bertolt Brecht con arrangiamenti e musiche dal vivo di Renata Lackó. Un ritorno alla scena che ERT sceglie di condividere con Radio3 – rete da sempre attenta e sensibile al teatro al quale ha dedicato, durante il periodo del lockdown, uno spazio vitale di diffusione.

Quello di Brecht è un testo generato da uno stato d’emergenza che parrebbe quasi alludere all’orizzonte di sospensione e indeterminatezza in cui oggi versa il mondo: un orizzonte problematico che forse vede tra le poche risposte possibili la resistenza estetica e culturale nella testarda fiducia che attraverso una lucida e militante passione teatrale l’uomo possa trasformare il mondo.

Negli anni dell’esilio nord europeo, mentre il potere nazifascista corre inarrestabilmente verso il proprio culmine espansivo, Brecht attraversa la fase probabilmente più alta e autentica della propria vocazione di poeta e drammaturgo politico. Sono gli anni, fra gli altri, de Il romanzo dei TuiTerrore e miseria del Terzo Reich, Madre Coraggio e i suoi figliVita di Galileo, La resistibile ascesa di Arturo Ui, Il cerchio di gesso del Caucaso, ovvero dei testi in cui la lotta contro le forze disumane della Storia si fa più cruda ed efficace. Della medesima stagione è figlio Dialoghi di profughi, la cui elaborazione si conclude nel 1940. Con questo testo Brecht afferma il teatro come strumento di rigenerazione, come spazio di mutamento e maturazione attraverso l’incontro, come luogo dell’amplificazione decisiva del potere rivoluzionario dell’ascolto.

 

Martedì 16 giugno, prima vera giornata lavorativa del dopo lockdown secondo le consuetudini teatrali, in un percorso della durata di un giorno intero snodato lungo la via Emilia si alza ufficialmente il sipario dei teatri ERT. Dapprima cinque incontri con il pubblico di ogni singola città per una riflessione sul valore e sulla funzione pubblica del teatro, tenuti dal direttore Claudio Longhi. Si parte alle ore 10.00 dal Teatro Storchi di Modena, per poi spostarsi alle 11.30 al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola, alle 15.00 al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia, alle 16.30 al Teatro Arena del Sole di Bologna, per finire alle ore 18.30 al Teatro Bonci di Cesena.

Quindi, alle ore 21.00, in contemporanea in tutte e cinque le sedi, CHE COSA PUÒ IL TEATRO? Storie di palcoscenico, un reading a cura della compagnia permanente di ERT cui si aggiungono per l’occasione due attrici neodiplomate della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro, con l’accompagnamento di musica per violino dal vivo.

Le letture raccolgono estratti da quindici diversi autrici e autori, per compiere un viaggio attraverso le potenzialità del teatro, restituendo l’emozione per la scoperta dei linguaggi delle arti performative, con una particolare attenzione al loro ruolo di servizio per la comunità: si alterneranno le testimonianze di Bertolt Brecht, Jacques Copeau, Ennio Flaiano, Paolo Grassi, Julian Beck e Judith Malina, Jerzy Grotowski, Tadeusz Kantor, Ariane Mnouchkine, Pina Bausch, Angelo Maria Ripellino, Adelaide Ristori, Thierry Salmon, Wisława Szymborska, Karl Valentin e Robert Walser.

Sempre il 16 giugno, in concomitanza al “viaggio” delle riaperture dei teatri, prenderà pure le mosse la Summer School online Performing Resistance – Dialogues on Arts, Migrations, Inclusive Cities, una delle azioni conclusive del progetto europeo Atlas of Transitions Biennale, finanziato dal programma Creative Europe, di cui ERT è capofila dal 2017 e che si concluderà proprio alla fine di quest’anno. Il progetto – in estrema sintesi – coinvolge artisti, curatori, ricercatori di 7 paesi europei con l’obiettivo di promuovere e sperimentare nuovi modi di interazione e reciprocità tra migranti, residenti e persone di culture diverse attraverso le arti performative.

 

LA GIORNATA DEL 16 GIUGNO NEI TEATRI ERT

incontro con il direttore Claudio Longhi

ore 10.00 a Modena, Teatro Storchi
ore 11.30 a Vignola, Teatro Ermanno Fabbri
ore 15.00 a Castelfranco Emilia, Teatro Dadà
ore 16.30 a Bologna, Teatro Arena del Sole
ore 18.30 a Cesena, Teatro Bonci

alle ore 21.00 CHE COSA PUÒ IL TEATRO? Storie di palcoscenico

reading a cura di Claudio Longhi

con:

a Modena Michele Dell’Utri e Diana Manea, violino Renata Lackò
a Vignola Daniele Cavone Felicioni e Michele Lisi, violino Barbara Petrelli
a Castelfranco Emilia Paolo Minnielli e Cristiana Tramparulo, violino Lucrezia Nappini
a Bologna Jacopo Trebbi e Giulia Triviero, violino Marta Silvestrini
a Cesena Simone Francia e Maria Vittoria Scarlattei, violino Daniele Iannaccone

 

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti.

Per prenotare è necessario inviare una email indicando nome, cognome, recapito telefonico e appuntamento al quale si è interessati, a: biglietteria@emiliaromagnateatro.com per il Teatro Storchi | info.biglietteria@emiliaromagnateatro.com per il Teatro Fabbri e Dadà | cerimoniale.bologna@arenadelsole.it per il Teatro Arena del Sole | info@teatrobonci.it per il Teatro Bonci. La prenotazione sarà validata da una conferma da parte del teatro con l’indicazione del posto e delle modalità d’ingresso.

 

(11 giugno 2020)

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