La Lega taccia Bonaccini di “arroganza” quando la candidata leghista e perdente ha rifiutato di sedere in Consiglio regionale

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di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@bolognanewsgaia #Politica

 

L’invidia dei perdenti è la peggiore, perché il perdente per definizione cerca sempre il modo di riscattarsi, la vittoria successiva, e perde regolarmente ad ogni tornata, fino alla sconfitta finale, dalla quale non si torna più indietro, sepolti come si è sotto due metri di terra dopo avere perso la vita cercando di vincere. O raccolti in un’urna sballottati di qua e di là.

Così per evitare di ricordare ai suoi elettori presi per il culo fino alla decisione di Borgonzoni di non sedere come capo dell’opposizione in consiglio regionale come aveva promesso per mesi, la Lega con il suo ufficio stampa – se l’ufficio stampa serve a dare di te un’immagine precisa, questi non ci riescono di certo – tirano in ballo una telefonata di Stefano Bonaccini ed il primo cittadino di Jolanda di Savoia, Paolo Pezzolato, dalla quale emerge con evidenza come il presidente della Regione in quota Pd abbia fatto pressioni gravissime e intollerabili, per uno Stato di diritto, con l’unico intento di impedire la candidatura di Elisa Trombin a sostegno di Lucia Borgonzoni” e minacciano naturalmente azioni legali stigmatizzando l’uso dei comuni della Regione come fossero sezioni del suo partito, il Pd”.

Posto che, nel caso, sarà la Magistratura a decidere se Bonaccini abbia davvero commesso il peccato mortale che gli si imputa, gradiremmo chiarimenti sulle ragioni – economiche? politiche? di opportunità? bruciava la figuraccia della perdente che si fava già vincente? semplicemente non voleva mollare la poltrona a Roma? –  e chiederemmo una “una dura presa di posizione” del segretario nazionale leghista – qualora non sia in qualche discoteca romagnola o impegnato in qualche Giro d’Italia, sulle ragioni per cui la sconfitta alle elezioni regionali di gennaio abbia deciso di non fare il capo dell’opposizione in consiglio regionale come aveva promesso ai suoi elettori.

Lo chiediamo da cittadini-elettori. Perché anche a noi, ma la Lega se ne dimentica da sempre, piace la verità. Assai più delle bugie gridate come cannonate.

 

(22 febbraio 2020)

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