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La “Norma” di Bellini in scena al Teatro Galli il 29 novembre e 1° dicembre

di Redazione #Cultura twitter@bolognanewsgaia #Rimini

 

Atteso debutto al Teatro Galli per Norma, melodramma di Vincenzo Bellini in scena venerdì 29 novembre (ore 20) e domenica 1° dicembre (ore 15.30), secondo appuntamento con l’opera della stagione 2019. Nuovo l’allestimento realizzato in collaborazione con Ravenna Festival e il Teatro Alighieri e affidato alla regia di Cristina Mazzavillani Muti, con il progetto scenico di  Ezio Antonelli elaborato dai video di Davide Broccoli e con le luci di Vincent Longuemare e i costumi di Alessandro Lai.

A dare voce alla protagonista, il soprano Vittoria Yeo nelle vesti della sacerdotessa che ha violato per amore i sacri voti. Al suo fianco il tenore Giuseppe Tommaso interpreta il proconsole romano Pollione, mentre il mezzosoprano Asud Karayavuz è Adalgisa, inconsapevole rivale in amore di Norma. Completano il cast il basso Antonio Di Matteo nelle vesti di Oroveso, Erica Cortese in quelle di Clotilde, e Riccardo Rados che è Flavio. Sul palco anche i DanzActori Trilogia d’Autunno. Alla guida del Coro Lirico Marchigiano ‘Vincenzo Bellini’ unito al Coro Luigi Cherubini ci sarà il maestro Antonio Greco. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini il giovane maestro Alessandro Benigni.

Norma fu composta da Vincenzo Bellini nel 1831 su libretto di Felice Romani, a brevissima distanza dal debutto parigino di Norma ou L’Infanticide di Louis-Alexandre Soumet, tragedia ambientata in una Gallia misteriosa che resiste alle mire espansionistiche dell’impero romano. Il melodramma debuttò alla Scala il 26 dicembre dello stesso anno, protagonista il celebre  soprano Giuditta Pasta, prima fra le tante dive del bel canto che nell’arco di due secoli si sono cimentati in un ruolo che avrebbe contribuito in maniera determinante alla fama dell’opera. L’unicità del capolavoro belliniano lo dimostra anche l’entusiasmo e l’ammirazione di  musicisti come Franz Liszt e Richard Wagner. “Nel Bellini contemporaneo di Rossini e Donizetti – dichiarò il compositore Luigi Nono –  sento veramente un’altra cultura. Nelle sue partiture altre ondulazioni fisiche o immaginarie prendono vita aprendosi dei varchi all’interno di quella monodia che improvvisamente si fa alta. L’orchestra svolge in Bellini la sua funzione di accompagnamento del canto in maniera non uniforme: dapprima lo precede, poi si fa silenzio e il canto si eleva da solo. A me sembra di scorgere in questo il riflesso di una concezione antichissima, greca addirittura, del canto come momento prioritario della musica”.

Tutte le informazioni http://www.teatrogalli.it/it/opera.

 

 

(26 novembre 2019)

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