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Non vi minaccio “se becco qualcuno di voi… renderò la vostra vita un inferno… Sardina avvisata…” per razzismo teocratico-leghista, ma per bontà umana

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@bolognanewsgaia #Piacenza

 

Alla fine scopriremo che non erano minacce, ma buoni consigli dati col cuore di un buon padre. Lo capiremo nostro malgrado e a discapito di ciò che il professore piacentino di quasi indubbia fede autarchico-neonazionalista da ventennio, postato sulla sua pagina Facebook?

Della pagina in questione pare non ci sia più traccia dopo le minacce di “rendere la vita un inferno” a coloro che, tra i suoi studenti, si azzardassero a manifestare con le Sardine – e ripostato sulla pagina Comunità per Matteo Renzi.

Nel sobrio post il professore rivendica il suo razzismo con orgoglio spiegandone le – deliranti – ragioni. Leggete da voi.

 

 

Non vanno che sottolineate due questioni, rispetto al post del signore dei razzismi. La prima è che Egli si vanta di essere razzista perché protegge la Reggia di Casera [sic] con relativo casaro, immaginiamo; la seconda è il crocifisso che troneggia sulla scritta sono razzista che spiega perfettamente perché Matteo Salvini abbia deciso di imbracciare il rosario come si imbraccia un fucile, a beneficio di elettori leghisti come questo signore.

Un peccato che, come tutti coloro che sanno tutto, questo signore non sapesse che esistono gli screenshot, strumento diabolico – nel senso proprio di strumento del Demonio, con la lettera maiuscola ad esclusivo beneficio di chi posta crocefissi inneggiando all’odio per l’Altro – grazie al quale non basta cancellare i proprio profili, o non basta che Facebook li cancelli, per rendere note ad imperitura memoria le proprie castronerie.

Ed è un peccato che cercando il profilo Facebook di Giancarlo Talamini Bisi si ottenga la solita rispota: il link non esiste più. Non che gli si volesse rispondere, si è già risposto (e crocefisso da sé). Ora toccherebbe alle autorità scolastiche, posto che un professore non può permettersi di minacciare impunemente i suoi studenti di ritorsioni nel caso manifestino pubblicamente la loro idea politica. In sfregio a quella Costituzione dello Stato che ogni buon professore, pagato dallo Stato, dovrebbe rispettare e mettere in pratica essendo lo Stato che lo paga. Quello stesso Stato poi dovrebbe assicurarsi, esattamente come vuole il professore filoleghista, di non avere “Idioti in classe”…

 

 

(24 novembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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