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Patto tra Bonacini e Renzi per le Regionali 2020 con coltelli dal PD al seguito

di Daniele Santi #Lopinione twitter@bolognanewsgaia #Politica

 

Coltelli dal PD dopo l’accordo che il governatore uscente in cerca di riconferma Stefano Bonaccini ha siglato un patto con il nemico numero uno del Partito Democratico Matteo Renzi, ed hanno deciso che Italia Viva sosterrà Bonaccini ma non si presenterà con il suo simbolo in Emilia Romagna alle regionali del 26 gennaio.

Il Pd invece chiede, vuole, che Italia Viva ci metta la faccia, con nome e simbolo sulla scheda. Il patto Bonaccini/Renzi risale a pochi giorni fa, dopo un pranzo a Firenze. L’impegno di Renzi è stato quello di dare una mano: “Decide Stefano” dice uno. “Ho parlato con Matteo, decidano loro in autonomia quel che è più giusto”, dice l’altro. E vuol dire che sono d’accordo tra loro.

Travaso di bile, dopo l’Umbria basta un battito di ciglia, nel PD che sta ancora facendo la guerra al matteo sbagliato e non se ne accorge e levar di scudi del sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, molto vicino a Nicola Zingaretti, di Virginio Merola, del segretario provinciale Luigi Tosiani e dal parlamentare Andrea De Maria, uno che non si sa cosa sta dove sta a fare, fino al membro dell’assemblea nazionale, Davide Di Noi, al grido di ognuno deve “mettersi in campo alla luce del sole”.

Perché secondo i signori del rosso che diventa verde, quelli convinti che Zingaretti abbia fatto una campagna elettorale e che essere un partito vincente voglia dire avere Bersani che va da Bianca Berlinguer, il rischio di perdere l’Emilia Romagna non è reale.

Questi del PD, di questo PD qui voglio dire, ho la sensazione che non sappiano bene dove stanno, non capiscano bene quali forze si stiano muovendo e a volte, ho addirittura la sensazione che lo sappiano benissimo ma ciurlino nel manico. E fanno malissimo

Perché il problema nel PD non è Renzi, che si è tolto finalmente dai coglioni dopo che hanno fatto di tutto per toglierselo dai coglioni, non sono le antenne 5G. Il problema nel PD è il PD che vive di sponda e che nel momento più delicato della storia politica d’Italia del dopoguerra, dove imperversa l’odio e la falsità più becera e dove l’informazione è in mano ad un unico gruppo che ne controlla praticamente la totalità, pensa a fare un congresso.

E ne parla come se fosse la soluzione a tutti i problemi mentre dal governo dove sta con il M5S e con Italia Viva, gli piaccia o no, non arriva che un’imbarazzante sensazione di immobilismo ciarliero che non fa certo bene al PD. Non ci credete. Statevene in un bar dieci minuti o in un mercato cittadino ed ascoltate cosa dice la gente dell’attuale governo puntando il dito contro il Partito Democratico…

 

 

(31 ottobre 2019)

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