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Contrasto alle mafie. L’assessore Mezzetti: “Incredibile, dopo anni di silenzio Borgonzoni scopre le mafie alla vigilia del voto”

di Redazione #Bologna twitter@bolognanewsgaia #Politica

 

Dopo che la Lega con Borgonzoni, in evidente stato di ansia da visibilità elettorale, ha chiamato in audizione il presidente della regione Stefano Bonaccini in Commissione Antimafia, adducendo non meglio chiarite questioni sul processo Aemilia, le motivazioni del quale sono nero su bianco, da mesi, l’assessore Regionale alla Legalità Massimo Mezzetti risponde alla richiesta di audizione in commissione Antimafia di Stefano Bonaccini avanzata oggi dagli esponenti leghisti.

“E’ inaudito” scrive Mezzetti in un comunicato stampa giunto in redazione “che Borgonzoni e suoi colleghi della Lega, dopo anni di assoluto silenzio, scoprano oggi, a tre mesi dal voto, il tema Aemilia e le infiltrazioni mafiose. Basterebbe che si informassero sui fatti per capire quanto siano anacronistiche e lontane dalla realtà le loro affermazioni. È stata proprio la Regione Emilia-Romagna ad essere audita dalla Commissione durante la sua visita in Emilia a maggio e proprio io – prosegue Mezzetti sono andato in prefettura a Reggio Emilia a relazionare su quanto fatto da viale Aldo Moro: gli studi, le analisi e i rapporti sulle infiltrazioni delle mafie da più di venti anni. E sul versante della legalità con la normativa confluita nel Testo Unico regionale contro le infiltrazioni della criminalità organizzata, i vari protocolli siglati con le prefetture fino ai milioni investiti per progetti di divulgazione della cultura della legalità nelle scuole e per il recupero e la destinazione sociale di beni confiscati alle mafie sul nostro territorio. Come Regione inoltre– spiega Mezzettiabbiamo stanziato oltre un milione di euro perché si potesse svolgere qui il processo e questo proprio perché non abbiamo mai voluto e non vogliamo che le persone si girino dall’altra parte, ma che si parli di mafie e si abbia sempre chiara la consapevolezza di combatterle e contrastarle in ogni momento e con ogni mezzo. Tutti sforzi riconosciuti dai magistrati impegnati nel processo Aemilia. Ricordo anche che nelle motivazioni della sentenza del processo Aemilia – incalza infatti l’assessore- si afferma che: ‘Egualmente importante è considerata la testimonianza resa in aula dall’assessore regionale alla Legalità, Massimo Mezzetti, che ha reso evidente come ‘l’Ente Regionale sia indiscutibilmente quello che si è maggiormente distinto per i propri atti’ distaccandosi dalla ‘condizione di passività e inconsapevolezza rilevata in altri casi’”. Parole che più di ogni altra considerazione mettono nero su bianco quanto la Regione sia stata da sempre impegnata nel contrasto alle mafie. All’esponente leghista– continua Mezzettiricordo anche che mentre ancora nel 2008 il suo segretario di partito Maroni negava l’esistenza della ‘ndrangheta in Lombardia, la Regione Emilia-Romagna già da 15 anni scriveva e denunciava sui rapporti e i quaderni di ‘Città Sicure’ le presenze mafiose nel suo territorio.  Forse per saperne di più su Aemilia potrebbe essere più utile rivolgersi ai suoi alleati di Fratelli d’Italia e di Forza Italia che nell’ambito delle diverse inchieste sul nostro territorio hanno subito arresti eccellenti di loro esponenti. Comunque- chiude Mezzetti-, invito Borgonzoni l’8 novembre al prossimo convegno nazionale contro le mafie organizzato dalla Regione Emilia Romagna. Potrà così documentarsi e informarsi meglio su quanto fatto in questo territorio contro questa terribile piaga”.

 

(5 ottobre 2019)

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