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Vede presidente Bonaccini, magari lei i nemici dell’autonomia ce li ha proprio in casa…

di Giancarlo Grassi #Lopinione twitter@bolognanewsgaia #Bologna

 

Terminata la narrazione secondo la quale l’autonomia richiesta attraverso articoli della Costituzione che la prevedono già, senza spostarsi di un centimetro dai dettami costituzionali e senza – l’Emilia Romagna è stata l’unica regione a farlo, al contrario di Veneto e Lombardia – richiedere l’autonomia scolastica, sarebbe una secessione delle regioni ricche a discapito di quelle povere, stanno cominciando a farsi sentire le voci stridule di coloro che sono i veri conservatori di questo paese: i progressisti.

Per dirla in altro modo: parliamo di quei politici che si vendono come gente di sinistra, ma sono profondamente di destra, e che osteggiano in nome di non si sa cosa, qualsiasi cambiamento della città utilizzando elementi come la Costituzione a guisa di feticcio.

E’ notizia del 22 luglio che il presidente della regione Toscana Rossi, eletto coi voti del PD e poi passato ai dalemiani che dettano la linea politica a Zingaretti, alla testa di una giunta alla quale i voti del PD servono per non andare al voto anticipato e non regalare la Toscana a Salvini, ha dichiarato che è pronto a “fare ricorso” alla Corte Costituzionale se “l’autonomia” dovesse in qualche modo “danneggiare la Toscana”. Rossi, bravissimo nelle dichiarazioni pubbliche roboanti, senza nessun riscontro nella realtà, non spiega in quale modo l’autonomia ottenuta attraverso un percorso costituzionale che rispetti ciò che nella Costituzione sta già scritto, potrebbe danneggiare la sua [sic] Toscana né quali appigli potrebbe avere per appellarsi alla Corte Costituzionale quando i dettami costituzionali sono rispettati.

E’ noto anche a mio nipote di tre mesi che in questo paese ci si appella alla Corte Costituzionale per bloccare le riforme che non si vogliono, soprattutto quando si ha il potere per farlo. Perché in questo paese non si esercita il potere per migliorare le cose e farlo progredire, ma per impedire agli altri di fare le riforme che non siamo stati capaci di fare noi.

Così Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, sulla base delle dichiarazioni di Rossi, delle ambiguità di Franceschini, dell’ondivago agire di Salvini, degli ambigui diktat di Lombardia e Veneto e della tardiva salita sul carro del Piemonte, insieme a tutto quanto si sta muovendo sul piano della narrazione menzognera della questione autonomie, forse dovrebbe stare attento a ciò che succede in casa sua, tra coloro che pretendono di essere suoi alleati, sodali o addirittura compagni di partito.

Posto che Bonaccini non ha bisogno né delle nostre opinioni né dei nostri consigli.

 

 

(23 luglio 2019)

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