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Gli Incontri di Sant’Antonino, un crowdfunding per trasporti solidali a Bologna
L’associazione gli Incontri di Sant’Antonino APS ha lanciato un crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso per sostenere un importante progetto di trasporto solidale per... →
La Dda e la Digos di Bologna hanno fermato due cittadini due somali e due etiopi con l’accusa di finanziare la Jihad islamica, quindi con finalità di sostegno al terrorismo, e per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dopo indagini condotte dal procuratore capo Giuseppe Amato e dalla pm Antonella Scandellari partite dai contatti di alcuni residenti a Forlì con un militante dell’Isis, arrestato in Somalia.
Scrive Repubblica Bologna che le indagini avrebbero documentato l’esistenza di un network internazionale per la raccolta di fondi destinati a gruppi terroristici. I fermi sono stati eseguiti tra Milano e Torino e i fondi trasferiti dai quattro fermati sarebbero stati diretti al gruppo terrorista di islamisti radicali Al Shabaab, responsabile di attentati contro civili e istituzioni governative e scorribande assassine anche in Kenya.
Le transazioni avvenivano all’inizio di ogni mese. Matteo Salvini, ministro dell’Interno, ha per una volta commentato senza esagerazioni un successo degli inquirenti, affermando che “emergono inquietanti legami tra chi entra irregolarmente in Italia e ambienti dell’estremismo islamico”.
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(31 maggio 2019)
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