di Redazione #Ferrara twitter@gaiaitaliacomlo #Sviluppo
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Si chiama “Fare Ponti”, ed è la Strategia per l’area interna Basso ferrarese. E già il nome rappresenta il senso del progetto: una ‘ricucitura’ spaziale tra terra e acqua e tra costa e città. Sul piatto ci sono forme di aiuto reciproco tra giovani e anziani, con innovazioni nelle produzioni e nei servizi per favorire integrazioni tra settori, come ad esempio l’agricoltura con il sociale, la sanità con la banda ultra larga.
Obiettivo strategico è quello di contrastare la preoccupante situazione demografica del Basso ferrarese, caratterizzata dal calo della popolazione residente, dal forte invecchiamento della popolazione e dalla scarsa presenza di giovani. Come? Garantendo un impegno straordinario per dare “un di più” ai servizi locali, dalla sanità al contrasto alla dispersione scolastica, dall’estensione della banda ultra larga alle opportunità da cogliere nel campo del turismo e dei servizi.
Oggi Strategia e progetti – in vista dell’approvazione formale – sono stati presentati al territorio, nel corso di un incontro pubblico a Codigoro (Fe) a cui hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale al Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, Patrizio Bianchi, la coordinatrice del Comitato tecnico per le aree interne, Sabrina Lucatelli, il sindaco di Copparo e portavoce dell’Area interna del Basso ferrarese, Nicola Rossi, e il sindaco di Codigoro, Alice Zanardi.
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Sono 16 gli interventi che compongono la Strategia, finalizzati appunto ad invertire la tendenza allo spopolamento, in particolare da parte dei giovani. Finanziati con quasi 12 milioni di euro, di cui 7,5 di risorse regionali provenienti dai Programmi europei (Fse, Fesr e Feasr) e 3,7 milioni di risorse nazionali, saranno realizzati in un’area di oltre 1.000 chilometri quadrati, che conta 95mila abitanti e 11 Comuni compresi in 2 Unioni (Unione Terre e Fiumi e Unione Delta Po), oltre al comune di Comacchio.
(28 novembre 2018)
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