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San Felice sul Panaro, rinasce Torre Castellina

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Rinasce a San Felice sul Panaro (Mo) la Torre Castellina, edificio tra i più antichi del comune, dopo la Rocca Estense. Nel maggio 2012, la prima scossa, il 20, aveva fatto crollare la casa annessa, la successiva del 29 era stata invece fatale per la torre colombaia alta 12 metri.

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“La Torre è un simbolo di questo territorio ed è stato uno di quelli fra i più colpiti dal terremoto– afferma Bonaccini-. Oggi è quindi un giorno importante, che si aggiunge alle ormai numerose tappe di grande significato che hanno caratterizzato e che caratterizzano la ricostruzione in Emilia, uno sforzo collettivo i cui risultati vengono riconosciuti da più parti e che vede insieme le istituzioni, gli amministratori locali e gli abitanti di queste terre, davvero i primi protagonisti con la loro forza e volontà. Grazie a questo impegno diffuso, dell’intera collettività, non ci siamo mai fermati e continueremo a lavorare finché ogni ferita sarà sanata. La ricostruzione è un processo che non si esaurisce con i muri e le strade, è infatti importante restituire alla popolazione edifici che, per il territorio, hanno una forza evocativa straordinaria. Per questo- chiude il presidente della Regione- oggi con la Torre Castellina restituita alla comunità locale ricostruiamo anche valori fondamentali come l’identità e l’appartenenza”.


Fu Annibale Marzi, nel 1562, a far costruire la Torre Castellina. Siamo nel cuore di un’area storicamente rilevante, quella di via Villa Gardè che prende il nome dal notaio rivarese Iacobino Gardè (tracce del suo lavoro di notaio sono tuttora presenti nell’abbazia di Nonantola). I Gardè, a quel tempo, erano latifondisti. Il più antico documento che evidenzia il nome della Castellina, come edificio, è la carta topografica del 1669, che riporta tutto il territorio di San Felice.

A pochi metri dalla Castellina troviamo un oratorio, anch’esso restaurato subito dopo il sisma dalla famiglia Vergnanini, dedicato a Santa Teresa D’Avila.

 

 





(3 settembre 2018)

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