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Biglietteria Seta Modena, proposto contratto a tutti i diciassette lavoratori

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di Redazione #Modena twitter@gaiaitaliacomlo #seta

 

 

“Abbiamo chiesto a Seta di far rispettare la clausola sociale e a tutti e 17 i lavoratori delle biglietterie impiegati dal gestore uscente è stata fatta una proposta di assunzione a conferma che la rimodulazione degli orari delle biglietterie stesse non produce di per sé esuberi”.

Lo ha detto l’assessore alla Mobilità Gabriele Giacobazzi del Comune di Modena nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 15 marzo rispondendo all’interrogazione illustrata da Marco Malferrari e firmata anche da Marco Cugusi, Walter Stella e Marco Chincarini di Art.1 – Mdp – Per me Modena sul cambio di appalto delle biglietterie di Seta sui territori di Modena, Reggio Emilia e Piacenza.

Il consigliere ha chiesto se il Comune era “a conoscenza della situazione e della sensibile riduzione degli orari di apertura delle biglietterie di Seta” e del fatto che il bando di gara avrebbe comportato esuberi di personale, e ha infine domandato come pensa “di intervenire per garantire il rispetto della clausola sociale e degli accordi sul Trasporto Pubblico Locale sottoscritti in Regione nel mese di dicembre”.

L’assessore ha spiegato che l’espletamento di una procedura di selezione ad evidenza pubblica per la scelta del gestore dei servizi di biglietteria è stata necessitata dalla scadenza del contratto in essere e dalla sua non prorogabilità e che la riorganizzazione delle biglietterie nei tre bacini si inserisce in un programma più generale di ristrutturazione della rete di vendita dei titoli di viaggio, che Seta ha inserito nel Piano Industriale 2016-2018 e presentato in una recente seduta della Commissione Consigliare competente. “Tale riorganizzazione – ha affermato – con investimenti già in corso per oltre 500 mila euro, prevede lo sviluppo di nuove modalità di bigliettazione elettronica, l’installazione di nuovi distributori automatici, la revisione della rete di rivendite convenzionate e la ridefinizione dei servizi di biglietteria rivedendo orari e prestazioni tenendo conto delle esigenze reali dei cittadini. In questo quadro – ha proseguito – le biglietterie di Sassuolo e Mirandola sono state in un primo tempo individuate per sperimentare un diverso sistema di gestione e quindi escluse dalla gara. Tale ipotesi si è dimostrata impercorribile e l’aggiudicatario ha accettato di estendere il contratto anche alle due biglietterie escluse”.

Giacobazzi ha precisato che “il gestore uscente non ha ritenuto di partecipare alla gara, procedendo al licenziamento del personale attualmente impegnato. L’azienda aggiudicataria, Holacheck srl, ha proposto l’assunzione a tempo indeterminato ai 12 operatori attualmente impegnati e indicati negli elenchi della clausola sociale. Analoga proposta è stata fatta ai 4 operatori delle biglietterie di Sassuolo e Mirandola. Infine, anche all’addetto escluso dalla clausola sociale e licenziato da Progetto Lavoro prima della gara, è stata fatta una proposta di assunzione che è stata accettata. Sinora sono state 14, su 17, le persone che hanno accettato la proposta di assunzione”. L’assessore ha infine spiegato che la riduzione degli orari delle biglietterie (a Modena si prevede una apertura alle 6,30 anziché alle 5,30 e una chiusura alle 19,30 anziché alle 20,30) potrebbe essere in parte compensata da una serie di incombenze che il nuovo contratto prevede a carico del gestore per dare un migliore servizio agli utenti(controllo dell’efficienza delle emettitrici automatiche, della pulizia, dell’efficienza degli apparati di info-mobilità, taglia-code, ecc.), “limitando la riduzione degli orari di lavoro per ora ipotizzati”.

Nella replica, Marco Malferrari si è detto soddisfatto per “l’impegno a trovare una soluzione positiva per tutti i lavoratori coinvolti. Quando ci sono ristrutturazioni e investimenti da parte di un’impresa – ha commentato – il venir meno di parte delle attività può portare a un esubero di personale. È necessario cercare di redistribuire il lavoro in modo tale da mantenere il livello occupazionale, anche attraverso la modifica di mansione per evitare esuberi”.

 




(16 marzo 2018)

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